"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

24 maggio 2010

aloo paratha approssimata (con rima baciata)




Vi avviso, sono entrata in modalità estiva. Vuol dire: cibi semplici, semplicissimi, crudi o poco cotti, leggeri, fatti di o serviti con verdura.
Paola qualche giorno fa ribattezzava il mio post sul pranzo leggero "ricEtta schiscEtta": da qui è nato un tag con lo stesso nome e molte idee per riempire schiscetta e stomaco senza dormirci su per le seguenti due ore.
Problema: avendo comprato diversi tipi di farina, avendo eccezionalmente trovato il coriandolo fresco, ed essendo in possesso anche di yogurt e cumino, cosa si prepara per pranzo?
Soluzione: aloo paratha approssimata!
Non troppo speziata, neutra abbastanza da accompagnare altri piatti senza sovrastarli ma giustamente aromatica.
Serviranno: 200gr di farina 00, 100 gr di farina integrale, semi di cumino, 200 gr di patate, coriandolo fresco, scalogno, una costa di sedano, sale, olio d'oliva.
Impastare le farine con un pizzico di sale, un filo d'olio d'oliva e acqua sufficiente a formare un impasto morbido (in India dicono il 55% del peso della farina - 16 ml in questo caso). 
Lasciare riposare per mezz'ora.
Nel frattempo lessare le patate sbucciate in acqua salata con i semi di cumino, poi schiacciarle con un forchetta mentre sono ancora calde.
Tritare il sedano e lo scalogno (ne ho usati due) e stufarli a fuoco dolce con un filo d'olio, insieme a una spolverata di semi di cumino. Aggiungere le patate schiacciate e il coriandolo tritato. Aggiustare di olio e sale.
Riprendere l'impasto e dividerlo in otto palline uguali. Tirarle con il mattarello per ottenere delle sfoglie tonde e abbastanza sottili. Sulla metà di ogni sfoglia porre qualche cucchiaino di ripieno. Chiudere come per fare un calzone, premendo con le dita sui bordi.
Oliare una padella antiaderente e far colorire da entrambi i lati i pani. Passarli in forno caldo (180°) per altri cinque minuti (volendo è un passaggio che si può saltare)

Servire con yogurt montato al minipimer con olio, sale e paprika o altre spezie a piacere.
Deliziose anche da sole, sono perfette per accompagnare intingoli sugosi (che vedrete in qualche puntata successiva).  
(PoveraPazza)

9 commenti:

Roberta ha detto...

Ma sai che è un periodo che sono ossessionata dalla cucina indiana?
Forse che mi porti un messaggio del destino? :)

Hysteria Lane ha detto...

A me piace molto, anche se la trovo più "invernale". Sarà perchè sono almeno DUE anni che ci voglio tornare, in India, e ancora non è capitato.. Uff..

Geppino ha detto...

Brava, ma che spettacolo! non vedo l'ora di emulare. Anche io mi sono dato da fare per il brunch domenicale. Appena ho un attimo pubblico.

Hysteria Lane ha detto...

Se hai prodotto ciò che hai promesso la scorsa settimana voglio fortissimamente vedere!!!

paolo ha detto...

ma che spettacolo!

amedeobolinari ha detto...

la sezione trasversale X-X è molto provocante

ma che vuol dire schiscetta?

PoveraPazza ha detto...

Milanese per gamella. Non so come si chiama a Napoliland il recipiente in cui il muratore si porta la pasta la forno per pranzo. Bento in Giappone, pietanziera da me all'asilo (con il nome inciso dallo zio Romeo). Che nostalgia!

ViPeron ha detto...

mm mi ci portate trascinato per i capelli (operazione virtuosistica)! Il prossimo post vi ammorbo anch'io con un'indianata che non si dica che non so varcare i confini del frico co le polente

silvia.moglie ha detto...

sto schisettando anche io! tot i dè. ma non mi preparo mica delle robe così belle! mi fanno una voglia!