"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

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24 ottobre 2013

facce da Biennale


 Ci siamo andati. Anche quest'anno.
Belle le storie del padiglione centrale, ai Giardini. Storie di irregolari e visionari. Jung.
Il resto, misto. Come sempre.
Ci chiedevamo però i biennalisti quando escono da lì dove si nascondono Per strada non se ne vedono. Forse avrannno luoghi di incontro segreto, forse vivono solo nelle gallerie e nei musei. Di certo non ne vedrete in gondoeta.
Andateci, c'è tempo fino a metà novembre.






















(PoveraPazza)

27 giugno 2013

il piano "tovaglia inamidata" e la cena come in Cina

 

 Qualche tempo fa ho letto un articolo che raccontava dello sforzo che il governo cinese stava tentando per rilanciare l'immagine della cucina nazionale, sia in patria che - soprattutto all'estero: il piano Tovaglia Inamidata. Come tutti sanno la Cina ha tradizioni millenarie anche in ambito gastronomico, soffocate dallo strapotere del cibo liofilizzato precotto surgelato prodotto quasi tutto nella regione dello Zheijang, regione che confina con la municipalità di Shangai, sulla costa orientale ed esportato in tutto in mondo.

Il primo ministro Li Keqiang ha dichiarato guerra alla trattoria a poco prezzo, uguale in tutto il mondo, per tentare un rilancio della raffinatissima cucina imperiale. Vero è che ormai da tempo anche il mercato interno ha subito un cambiamento epocale: un benessere generalizzato crea il bisogno di luoghi di svago diversi da quelli popolari che siamo abituati ad immaginare. Da qui il sogno di ristrutturare i vecchi ristoranti come vuole la nuova moda, dotandoli soprattutto di cuochi capaci di finire sulla mitica Guida Michelin.

Ho la prova provata che mangiare bene (molto bene) cinese si può.
Per esempio un'insalata di anatra aromatica servita in foglia di lattuga, una particolarissima zuppa di cetrioli di mare o ancora un'insalata di vezzosi funghi ricciuti e molto eleganti con semi di sesamo, insieme ai più classici shao mai di verdure.

Lo Shui Zu di manzo non l'ho assaggiato per la ben nota scarsa propensione al consumo di carni rosse, ma ho invece fatto man bassa del MERAVIGLIOSO mapo tofu: dadini di tofu piccantissimi e morbidissimi. Mi hanno spiegato che la morbidezza deriva soprattutto dalla cottura ad altissima temperatura: il mio tofu tristarello (pur biologico) non pare neppure lo stesso alimento.
Una cena come in Cina che ha aperto uno spiraglio su un mondo ancora tutto da esplorare e che ci ha lasciato una curiosità : ma quali sono i dolci tradizionali? Certamente non l'ubiquo gelato fritto.


Bon Wei, Milano.

25 aprile 2013

Caterina e le colline

Ve l'avevo detto di venire. Vi avevo promesso belle colline, terre da vino.
Son luoghi che ispirano, come tutti quelli in cui lo sguardo può spaziare.
Si diventa artisti o Santi da queste parti.

Il Castello di Moncucco ha visto nascere le mie prime ciotole in puro stile cacciatori-raccoglitori. L'arte primitiva è sempre stata molto apprezzata. Se mai sarò in vena di amarcord andrò a recuperare le creazioni dalla cantina e darò loro una seconda giovinezza.
Più che di amarcord sarebbe meglio parlare di senso del limite. Il proprio.

A Castelnuovo DonBosco sta Caterina. Lei ha provato a insegnarmi il raku prima, e la porcellana poi. Ma niente è bello come ciò che fa lei.

Vi avevo detto che Caterina avrebbe aperto il suo cortile e il suo laboratorio. Non ci siete venuti. Peggio per voi.
Si son visti oggetti belli e struggenti. La terra in mano sua diventa poesia.
E ditemi che ho torto.











La trovate in Piazza Dante 24 a Castelnuovo, mail: info@nericata.it.

(PoveraPazza)

17 marzo 2013

ho fatto la cosa giusta, col cavolfiore

 
Genesi di una visita a Fa' la cosa giusta : volevo comprare quel librino. Il librino si ritirava alla fiera e, incidentalmente, valeva pure come ingresso.

Il librino è quello lì sopra, si intitola Libera tavola, parla di cucina usando prodotti coltivati nele terre confiscate alla mafia. E' un libro da avere anche se non ci fosse scritto niente, dentro. Perchè in questo Paese stare dalla parte giusta non è scontato, e costa fatica, e costa soldi, energia, dignità. E merita di avere tutto il supporto possibile.

Invece è scritto, bene. E ci sono ricette, belle.

Ne ho provata una, modificandola per usare ciò che avevo in dispensa (nulla mi avrebbe fatta uscire in siffatta giornata nevosa) e poi ve la racconterò.

Ma devo dire due cosine anche su Fa' la cosa giusta, una fiera che è nata per mostrare la parte buona e bella di un Paese ed è diventata un mercato. Indefinito e caotico. E il buono e il giusto si sono persi. Se vado in un posto del genere pretendo che non ci sia commistione tra il commercio e la solidarietà: voglio comprare, nel caso, prodotti etici. Devono avere a che fare con le categorie svantaggiate, i migranti, i carcerati, i disabili. Quello che volete.
I bei vestiti o le belle borse li vedo volentieri altrove. Da bravi, less is more. Non è necessario riempire due padiglioni. Ne basta uno. Si guadagna meno ma si sta in pace con la propria coscienza.
Scusate il pistolotto, ma mi stava sul gozzo e dovevo sputarlo questo rospo.

E ora vi meritate la ricetta : pasta mista con cavolfiore e vongole.

14 gennaio 2013

qui si legge


Durante le vacanze di Natale PoveraPazza ha accompagnato la nipote liceale in libreria.
Tragedie greche e storie di ragazze che leggono tragedie greche e si immedesimano sono il pane quotidiano della ragazzina. L'ormai anziana congiunta ha scelto per sé un librino dal titolo ammiccante: Trattato di culinaria per donne tristi.
Trattato? Ci piace! Culinaria: la conosciamo! Donne tristi? Ma SIAMO NOI!
E invece.
Il trattato si è rivelato un godibilissimo collage di rimedi a volte surreali, spesso ironici ma sempre intelligenti ai mali del cuore e della mente.
Leggendolo si immaginano signore degli anni Trenta alle prese con pozioni rallegratrici o piatti succulenti per eccitare la fantasia di un ospite avvenente.
Sorprende che l'abbia scritto un uomo, giovane e sudamericano per soprammercato.

"Non dimenticare che l'essere umano, nei lunghi millenni del suo passaggio sulla terra è stato povero, davvero povero. L'abbondanza che spesso vediamo nel nostro secolo , non la sognarono mai nemmeno i re, nel corso della storia. Non era facile per nessuno procurarsi il cibo. Le prede erano scarse, le armi rudimentali, i frutti pochi, non esistevano né il concime né l'aratro, la pesca era difficile, le esche primitive, i raccolti avari, i flagelli indomabili. La maggior parte dei nostri intrugli e delle delicate alchimie culinarie vennero fatti con un ingegno animato dalla scarsità, non diretto dall'opulenza.
Molte delle più antiche e delicate ricette vengono oggi svilite dalla profusione e dall'eccesso di ingredienti. (...) Ciò che facciamo è rompere l'equilibrio.(...)
Per favore, non dimenticare mai che l'uomo in quasi tutti i millenni della sua alimentazione è stato povero, davvero povero, e non dimenticare nemmeno che la sua felicità consisteva, la maggior parte delle volte, in pochissimi e basilari ingredienti, ciascuno utilizzato con misura e in dosi molto ridotte.

E anche:

"Se non ti piace il colore del tuo viso al mattino, non rimanere ferma, fai qualcosa, agisci. Se è troppo rubicondo fatti un'abbondante sangria. Se è pallido, mangia alimenti verdi. Se è giallo assumi cibi bianchi. Solo se il tuo colore è normale assumerai cibi rossi. Nessuno conosce la propria carnagione come te: non consultare chirurghi né cerusici né dottori a questo proposito. Ti lasceranno morire prima del tempo."

Héctor Abad Faciolince "Trattato di culinaria per donne tristi" Sellerio editore

 
E poi? E poi?
E poi si parla di un librino che conoscerete già benissimo tutti, a cui molte di noi hanno collaborato (orgogliosamente e molto im-modestamente):

Buono come il pane - AAVV donazione da 10€

Si tratta di una raccolta di ricette con il pane avanzato e, oltre al fine benefico, ricorda che in cucina non si deve sprecare nulla. Diviso in sezioni (pane e acqua, pane e verdura, pane e formaggio, pane e frutta...) è un oggetto bello, oltre che buono.
Comprandolo per sé o per regalarlo si sostiene ProgettoMondo Mlal, una ONG costituita nel 1966 a Verona che si occupa di promuove programmi di sviluppo in America Latina e Africa.

Il librino non si trova in libreria ma lo si ordina a info@mlal.org.
Mammà, galvanizzata dal fine benefico ed eccitata dalla possibilità di utilizzare i quintali di pane che avanza, son due giorni che si è trasformata in una stalker professionista e ha costretto tutte le sue (ex) amiche a comprare la loro copia. I colleghi e le compagne di palestra han fatto la loro parte e, in due soli giorni, veleggiamo verso le 20 copie vendute.

Io son contenta. Ma tanto.

(PoveraPazza)

26 novembre 2012

pane di festa che viene dal Nord. Per non mangiare da soli

 Il mercatino sul Naviglio Grande dell'ultima domenica di novembre sta diventando una tradizione per le cucinatrici "filantrope". Noi.
Traffichiamo per giorni per preparare le robine da vendere e lì ci divertiamo come pazze.
Ci sono quelle con la faccia stagnata e quelle totalmente incapaci di vendere alcunchè (la sottoscritta ad esempio).
Devo dire che nonostante il periodo difficile e le innumerevoli richieste di contributi che bombardano le persone, i milanesi rispondono sempre con generosità
Questa volta, grazie a Virginia, abbiamo scelto di sostenere Progetto Mondo, attivo in America Latina e in Africa. Vi rimando al link per saperne di più.
C'erano un sacco di cosine carine. Decorazioni a tema alimentare ma non solo.
Con estremo sprezzo del pericolo io ho CUCITO non essendo in grado di attaccare un bottone. Ma se devo essere come la mia mentore Mariapia Fanfani dovrò pur fare qualche sacrifizio, ovvia!
Poi ho fatto il pane, che ormai in cucina produco solo quello. Ma pane di festa, che viene da lontano ma non troppo. Uno con zafferano e uvetta che si prepara in Svezia per Santa Lucia e uno con cardamomo e cannella, che si può trovare in tutta la Scandinavia a Dicembre.

12 novembre 2012

l'arte fa volare le arti




Spesso i miei amici mi stupiscono.
Mi pare incredibile che persone così (creative artistiche intelligenti) trovino punti in comune con me. E che il team di Arsalitartes rientri nel novero dei miei amici è ancora più stupefacente. Guardate cosa combinano e mi darete ragione.
Ieri hanno presentato qualche lavoro a casa loro. Uno spazio bellissimo, un luogo magico.











E io? Io ho fatto i biscotti.






(PoveraPazza)
Le foto belle sono di Marina Maffei. Quelle urfide, mie.