"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

7 agosto 2010

pesche ripiene, mica madeleines


da oggi, 7 luglio 2011, la zia Mariuccina insegnerà le sue pesche ripiene, i capunit e la frittura dolce più buona del mondo a un nuovo pubblico. Piaceranno, lassù, sono sicura.
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Le pesche ripiene sono la mia infanzia, il dolce che mia zia Mariuccia ci faceva trovare ogni estate (l'inverno era rappresentato dalla crema per antonomasia oppure dalla frittura dolce due semplicissime ricette che magari mi proverò a ripetere, una di queste volte).
La zia è diventata un mito vero fra i miei amici per la sua totale incapacità di spiegare le cose. Come ViPeron ha ricordato qualche post fa, sua è la categoria metafisica del "ti regoli", in risposta alla mia richiesta di dosi e spiegazioni sulla pesca ripiena, appunto. E quanti amaretti? ti regoli! e quanto cacao "ti regoli!" e così via per una estate intera di tentativi falliti. Nessuna era come le sue, neppure queste. Ma forse le pesche ripiene della mia infanzia ormai sono entrate nel mito e niente le potrà eguagliare.
Dopo anni mi è tornata la voglia di rifarle, per la mia cena del giovedì.
Ah: la zia era categorica solo per un particolare. Bisogna usare le pesche che si spaccano da sole. Quelle che, ad un invito gentile, dividono anche il nocciolo in due. Mai viste. Ormai la pesca non è distinguibile dalla mela eccetera eccetera. Anche il mio spacciatore biologico lascia a desiderare.. 
Si deve pur campare, no? Procuriamo le mejo pesche che troviamo e facciamocele andar bene.
Per 6 persone:
*6 pesche gialle, non dure come sassi ma neanche troppo morbide
* 100 gr. di amaretti
* 2 tuorli (uso solo uova biologiche, non lo specifico neppure più)
* 3 cucchiai di cacao amaro
* 20 gr di burro più un po' per la teglia
e basta. Ho letto fantasiose ricette con uvette liquori mandorle. No, le pesche ripiene vere sono fatte così. Senza fronzoli e non creative. Deliziose, almeno per me.


Il procedimento è davvero elementare: si aprono le pesche, si toglie il nocciolo con attenzione. Le mie ovviamente non si spaccavano in due, ho usato un coltellino e un cucchiaino. Si scava un pò il frutto tenendo da parte la polpa asportata. In questo modo si crea la cavità in cui adageremo il ripieno. Non esagererei lo scavo: il ripieno è molto dolce e ne bastano tre-quattro cucchiaini per mezzo frutto.
Si tritano gli amaretti non con il robot, mi raccomando. La zia usava un bicchiere! Io ho messo i biscotti in un canovaccio pulito e ho pestato con il pestello del mortaio. La consistenza deve essere granulosa, non una farina! Schiacciare bene con una forchetta la polpa, unire i biscotti sbriciolati, il cacao e due tuorli d'uovo. Mescolare bene.
Imburrare con generosità una teglia, adagiarvi le mezze pesche e riempire con la crema preparata.
Infiocchettare ogni mezzo frutto di burro e passare in forno a 190° per una trentina di minuti. Qui davvero dipende molto dalla consistenza dei frutti, sorvegliate la cottura in modo da non farli spappolare. Rilasceranno un sughetto davvero delizioso.
Lasciar raffreddare e consumare a temperatura ambiente.

Le madeleines di Proust saranno più raffinate, ma le mie pesche sono l'agosto, il profumo dell'erba, le lunghe giornate buttata su un prato a guardare le nuvole passare, i libri del babbo letti (TUTTI) di nascosto. Nostalgia.
Buone vacanze a tutti miei cari.  Oggi andrò in montagna e poi emigrerò in Dalmazia.  A presto !!

(PoveraPazza)

15 commenti:

Chiara Maci ha detto...

eheh, le ho mangiata proprio quest'estate in Sardegna...buonissime! Buone vecanze

( parentesiculinaria ) ha detto...

Il periodo di quelle pesche è prorpio agosto, l'ho appreso poco fa dal cuntadìn di Sommariva dal quale ogni tanto mi servo al mercato. Anche io ho degli amaretti che attendevano proprio il sopraggiungere di questa particolare qualità per una melba a cui voglio apportare una variante un po' particolare (mah! vedremo!)...
Il bello delle "madeleines" è forse il fatto che rimangono in mito, no? :)
Tanto per simpatia linko il mio post dove parlo delle mie.
http://parentesi-culinaria.blogspot.com/2010/06/cusot-al-brusc-una-madeleine-in.html

Luca and Sabrina ha detto...

Noi non abbiamo mai assaggiato niente del genere, ma a nostro parere devono essere squisitissime queste pesche perchè gli ingredienti del ripieno si legano talmente bene e armoniosamente e allora prima che spariscano le pesche dai banchi della frutta le dobbiamo assolutamente provare anche noi!
Buona settimana
Sabrina&Luca

enza ha detto...

ognuno ricerca il proprio tempo perduto e lo mitizza.
le pesche mangiate hanno in più il sapore del ricordo ecco perchè i ricordi vanno rinverditi con le cose del presente.
ma che buone anche le tue regolazioni.

Reb ha detto...

ohhhh queste peschine qui me le ero proprio perse!!! e ovviamente anch'io leggevo- di nascosto- tutti i libri del babbetto :)))

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Carmine Volpe ha detto...

wvviva finalmente della buone e sana cucina italiana, quando guardo certi blog di cucina vedo molto francia, bello certo ma un po di ricette italiane non sarebbe male

Jasmine ha detto...

Oooh, Manuel mi chiede di prepararle da mesi, ora che hai postato la ricetta non ho più scuse :)

sara ha detto...

Ciao Simpatica Pazza, questo è un dolce che adoro..l'ultima volta mi sono intosssicata, ne ho mangiate 8 in una sera :) Io però nell'uovo ci metto anche un pò di marsala...Comunque dalle mie parti si trovano le pesche di Volpedo...direi le migliori :) domani le faccio..
baci

PoveraPazza ha detto...

Eccomi tornata, miei cari.
@Jasmine: le hai provate? E Reb, autostoppista galattica, tu??
Ciao Sara, tornata?? Guarda che sto lavorando per te con il piatto della Dalmazia !!

sara ha detto...

Si son Tornata! bene non vedo l'ora di conoscere l'elaborato

Jasmine ha detto...

Non ancora! Ma dovrò prima che finisca l'estate. Tra l'altro, anche il papà di Manuel me le ha chieste ufficialmente, dovrò prepararle per forza per forza :D

paola61 ha detto...

...un goccino di rum invece del marsala.. :-)

ViPeron ha detto...

Cara sono commosso. La zia Mariuccia, le pesche. Le voglio fare anch'io come rituale di fine estate.