"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

24 ottobre 2013

facce da Biennale


 Ci siamo andati. Anche quest'anno.
Belle le storie del padiglione centrale, ai Giardini. Storie di irregolari e visionari. Jung.
Il resto, misto. Come sempre.
Ci chiedevamo però i biennalisti quando escono da lì dove si nascondono Per strada non se ne vedono. Forse avrannno luoghi di incontro segreto, forse vivono solo nelle gallerie e nei musei. Di certo non ne vedrete in gondoeta.
Andateci, c'è tempo fino a metà novembre.






















(PoveraPazza)

2 commenti:

Reb ha detto...

Una meraviglia questo post amica mia (che me ne vanto eh)

daniela acquadro ha detto...

fossi meno inibita avrei avuto millemila facce in più. Ma mi vergogno e prendo tutti di taglio..