"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

30 settembre 2011

pop-cena

 Una serata spiazzante, questa, una di quelle che ti ricorderai per la vita, quale che sia la piega che prenderanno gli eventi. Cibo per i pensieri, e chi sa capirà.
Fortuna che era da tutto il pomeriggio che pensavo a questo pop-piatto per una pop-cena, perchè altrimenti avrei mangiato una minestrina e morta lì.
Diciamo che esteticamente l'idea è stata meglio della sua realizzazione pratica, ma, avendo tempo e lucidità maggiori, si può far molto meglio.
Due creme, una verde e una gialla, separate ma unite, e un pesce-treccia a marcare contiguità e differenze.
Nello specifico, per due persone



per la crema gialla:
500 gr di zucca gialla Butternut, mondata e tagliata a dadini
10 gr di zenzero grattugiato
un cucchiaio d'olio e brodo vegetale
sale e pepe del Madagascar o quelchecè

per la crema verde:
250 gr di fagiolini spuntati
1 piccola cipolla dorata
1 spicco d'aglio e poco peperoncino se piace
un cucchiaio d'olio e brodo vegetale
sale e pepe del Madagascar o quelchecè

2 filettini di merluzzo (io) o qualsiasi pesce bianco, tagliati a metà non fino in fondo e intrecciati
1 cucchiaio di paprika forte
un cucchiaio di nocciole tritate a coltello
sale e un cucchiaio d'olio

sale Maldon affumicato


Preparare le due creme separatamente: soffriggere delicatamente lo zenzero, aggiungere la zucca e far colorire a fiamma moderata. Salare leggermente e coprire appena di brodo (se ne aggiungerà se serve) e lasciar stufare fino a quando sarà morbida (quindici minuti dovrebbero bastare. Passare al frullatore ad immersione e aggiustare di sale e pepe.

Soffriggere cipollina e aglio, aggiungere i fagiolini e coprire di brodo. Cuocere per una trentina di minuti. Passare ed aggiustare di sale, pepe e peperoncino - se piace.

In una piccola teglia sistemare le trecce di pesce, salare leggermente, cospargere di paprika e nocciole, irrorare con poco olio e cuocere in forno a 160° per dieci minuti.

Comporre il piatto: porre un anello tagliapasta di 10 cm di diametro in un grande piatto piano, riempirlo con qualche cucchiaio di crema di fagiolini. Con attenzione (io non sono paziente dunque si doveva far meglio) colmare il piatto con la crema gialla, senza eliminare il tagliapasta. Rimuoverlo ora con attenzione e posare la treccina di pesce. Guarnire con poche nocciole tritate.
Completare con fiocchi di sale Maldon, affumicato.

Se impiattato con precisione fa fare una figura porchissima con poco impegno. Per tutti gli altri: anche se stortignaccolo è buono molto.

Vi assicuro che per stasera non potete pretendere nulla di più, che ho un sacco di pensieri.

(PoveraPazza)





2 commenti:

il fra ha detto...

nonostante i tuoi pensieri (quali mai saranno di grazia?), credo che stasera io e Paola proveremo la ricetta... per suocera pop, piatto pop
il fra

Hysteria Lane ha detto...

Devi almeno provare, visto che mi è venuto questo blob informe per colpa tua!!!!!!!!!!!!!!La paolapop sta diventando il mio mito.
And she said no-no-no!!