"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

22 aprile 2012

la Primavera nel piatto, secondo Pietro

Quel ragazzo mi è mancato.
 Emigrato ad Amsterdam per vedere un mondo diverso e dimostrare, prima di tutto a se stesso, che se la cava benone da solo.
Tutto giusto, tutto da fare. Io, che ormai sono anziana e di rigide non ho solo le giunture, non avrei voluto che andasse. Ma ha avuto ragione lui, in fondo.

E' tornato per un attimo e ci ha regalato questo riso poetico ma anche buonissimo.

Tornerà tra poco per una  nuova esperienza che gli auguro sia bella e costruttiva e stimolante come appare. Lui è una delle ragioni che rendono la mia vita più leggera, quando tendo a farmi prendere dalle malinconie.

E' che sono golosa e pigra, dove lo trovo un altro che mi cucina una cenetta così?

Ha appena aperto una sua piccola pagina, che dobbiamo tenere d'occhio. Quando sarà famoso potremo dire: eh, noi, avevamo visto lungo!


aglio orsino pralunghino

Copio la ricetta che ha scritto per me, e ci aggiungo, di mio, due dosi.
Per il popolo, eh, Pietro?!
 Ingredienti per quattro persone:

 Riso carnaroli (baraggia biellese)       70 gr a testa
Aglio orsino (raccolto nel mio prato)    4 steli
Cipolla (quella dolce di Cevennes non c'era ma ci accontentiamo) 1/2 media
Fiori primaverili (colti nel mio prato)
Asparagi freschi biologici                     500 gr
Zeste di limone (quelli di Amalfi, purtroppo, non erano reperibili)
Germogli di timo
Olio extravergine per mantecatura (Pianogrillo era finito e ci accontentiamo del Carli)
Brodo vegetale non salato, quanto basta
Vino bianco secco                               mezzo bicchiere

Far sudare cipolla e aglio orsino nell'olio, lasciar colorire bene. Aggiungere il riso, tostarlo a fiamma alta continuando a girarlo per non che attacchi. Quando sarà caldo e sfrigolerà, sfumare con il vino, far evaporare e portare in cottura aggiungendo brodo vegetale. 
Nel frattempo preparate un trito di scorza di limone e timo, sbollentate gli asparagi puliti e pelati in acqua bollente salata e quando saranno croccanti ma non duri, bloccate la cottura mettendoli in acqua e ghiaccio. Aggiungere in mantecatura gli asparagi tagliati irregolarmente, la zeste di limone con timo tritato e un filo d'olio (due-tre cucchiaini, tritato finissimamente). 
La mantecatura deve avvenire sbattendo il riso, saltandolo o comunque facendo in modo che l'amido fuoriesca naturalmente, senza aggiunta di grassi. 
Completare decorando con le punte degli asparagi tenute da parte, i fiori primaverili, germogli di timo e erbe aromatiche

Era delizioso alla vista e al palato.

L'idea del'aglio orsino gliel'ho data io (vai a raccogliermi dell'aglio orsino invece di star lì a  fare niente..) ma tutto il resto è roba sua.

E poi, per la gioia di grandi e piccini,una nuova puntata della mia formazione pasticcerica. Vol au vent con la pasta sfoglia fatta da me e crema chibouste in mescolamento. 
 




chibouste: meringa italiana e crema pasticcera  

(PoveraPazza)

4 commenti:

Rossella ha detto...

Anche solo a guardarlo questo risotto mette gioia ! e gioia anche a leggerti ! Un abbraccio !

Gialla ha detto...

Che meraviglia e che colori, la primavera c'è davvero tutta!!! :)
Buona domenca
Galla

Gio ha detto...

bellissima vista il risotto!
e suppongo anche ottimo!

Taty ha detto...

Sono fiori di borraggine quelli blu? Non riesco a reperirli..mannaggia a me :-(