"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

14 luglio 2011

paste d'melia o attacco fuori luogo di piemontesite


Immaginiamo per un momento che io debba sdebitarmi. Immaginiamo che mi abbiano regalato della verdura e che voglia ricambiare. Immaginiamo che la giornata sia cupa e piovosa quant'altre mai, in luglio. Immaginiamo che, leggendo Un filo d'olio mi sia sentita non già la baronessina ma la figlia del campiere e mi sia venuta voglia di recuperare qualche ricetta di tradizione che qui a casa Hysteria si vede raramente.
Immaginiamo che mi inventi una sorella, una zia, financo una madre con la passione per le infornate di pane e di dolci (le donne di casa mia, pratiche, non hanno mai badato molto al lato frivolo dell'alimentazione: sostentamento sia, piacere mai).
Rimescolando gli addendi la ricetta che combini tradizione, frivolezza e praticità, che sappia di festa e di tempo da perdere e che dunque si adatti ad essere un piccolo regalo, che sia golosa ma non di lusso, che sia campagnola è una ed una sola: quella delle paste d'melia.
I pochi là fuori che non avessero mai assaggiato quelle del signor Massera che per me sono LE paste d'melia devono sapere che si tratta di biscotti di granoturco, melia in piemontese.
Burrosi oltre ogni immaginazione, con una consistenza ruvida e granulosa vanno assaggiati. Ma badate, che siano del Gino, gli altri imitano, lui fa.
Le paste d'melia son quelle cose che si son sempre mangiate e mai si è pensato di poter replicare a casa. Non perchè siano difficili ma così, per pigrizia intellettuale.

Ho rimediato, vincendo la mia avversione per i grassi animali molto molto saturi ed ho provato ad avvicinarmi alla ricetta del maestro. Ne ho provato un angolino e non mi pare male, anzi mi pare siano venute proprio bene.

Ingredienti per un bel pò di biscotti (impressionatevi con me):

500 gr di farina 00
250 gr di farina di mais (fumetto o integrale)
500 gr di burro (non ho sbagliato, è proprio così)
350 gr di zucchero
5 gr di sale
la scorza grattugiata di un limone
1 bustina di lievito per dolci
2 uova intere

Bandire ogni senso di colpa dalla propria mente e mettersi all'opera.
Lavorare il burro morbido a pezzetti con zucchero, uova e scorza di limone fino ad ottenere una crema morbida. Vista la quantità degli ingredienti io ho usato la planetaria.
Mescolare le farine con il lievito ed unire alla crema di burro.
Ne risulterà un impasto morbido e simile alla plastilina. Lasciar riposare al fresco per una decina di minuti e poi formare i biscotti.
La forma tradizionale è a ciambella zigrinata. Per avvicinarmi ho diviso l'impasto in tante palline grandi come un cucchiaino colmo e le ho poi rigate con una forchetta.
Industrialmente si usa usa tasca con bocchetta a stella.
Cuocere i biscotti in forno a 180°, ben distanziati, fino a doratura. Ci vorranno almeno venti minuti. Attenzione perchè bruciano facilmente.
Raffreddare su una gratella e conservare in scatole di latta.
Consumare con parsimonia, accompagnati da un paio di pastiglie di omega3 (mia nuova mania) che riducono l'assorbimento dei grassi.
Oppure fregarsene del tutto e abusarne spensieratamente. Sono l'ideale complemento di un tè nero, latte e zucchero o di un bel caffè.
(PoveraPazza)

4 commenti:

Pentapata ha detto...

per me un ricordo estivo,le comprava la nonna in villeggiatura le facevano in val casotto, la valle vicino alla nostra, adesso le trovate in tutti bar,almeno in piemonte, ma vi posso assicurare che non son più loro.

Milen@ ha detto...

Mai assaggiati purtroppo!
Ma quante infornate hai fatto con quelle dosi?

Hysteria Lane ha detto...

Ragazze, alla fine ho ceduto e ne ho assaggiati un due-tre, non di più. Penta, sono loro, questi sono loro.
Croccanti e ruvidi sotto i denti, con un che di salato, con la farina integrale che ci ho messo a tradimento che sta a meraviglia.
Milena, mah, ne son venute quattro teglie. Tutte devolute ad amici e colleghi. E ho dimezzato la dose industriale della ricetta. Dimezzato!

Eva ha detto...

What beautiful cookies! I absolutely love the photos :)