"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

2 settembre 2010

verdure verticali al forno

Settembre mi piace. Il cielo è limpido, l'aria frizzantina, la luce brillante. Ancora -per poco- estate, ma con una punta di malinconia autunnale.
Ho voglia di colori squillanti, indossati e mangiati, prima del marrone-fungo di ottobre.
Se poi ci sono ospiti da nutrire, inventiamoci un piatto da preparare inanticipo, così lo trovano per pranzo e l'organizzazione è minima. Siamo pure sempre in clima di ripresa lenta, ma lenta.
Dunque verdure verticali.
Per una teglia di dimensioni normali io ho usato:
4 melanzane lunghe
5 pomodori tipo San Marzano, maturi ma sodi
4 zucchine non troppo grandi
una manciata di olive taggiasche
timo e santoreggia
4 fette di pancarrè senza crosta
qualche foglio di carta da musica
qualche cucchiaiata di formaggio grattugiato (nel mio caso Ragusano)
un filo d'olio
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A voler essere proprio precisi le melanzane andrebbero salate e lasciate sgocciolare ma io non lo feci e son venute buone uguale.
Il procedimento è intuitivo: tagliare tutte le verdure a rondelle spesse
Sfogliare timo e santoreggia
Tritare il pancarrè dopo averlo privato della crosta, mescolarlo alle erbe e al formaggio
Ungere d'olio una teglia, foderare il fondo con la carta da musica e poi comporre degli ziggurat alternando le verdure al pane, secondo il vostro estro e finendo con quest'ultimo e un'olivetta che poi rovinerà al fondo appena muoverete la teglia, ma vabbè.
Condire con poco sale e un filo d'olio e infornare a 180° per una ventina di minuti.
A me erano avanzate verdure già tagliate e le ho sparse sul fondo della teglia, così, per non lasciarle da sole.
In cottura mi aspettavo che melanzane e pomodori avrebbero rilasciato la loro acquetta di vegetazione (da qui la carta da musica raccogli-umido).
Così non è stato, dunque a metà cottura ho bagnato con un dito d'acqua e bene ho fatto.
Servire tiepido, caldo, freddo, come vi pare.
(PoveraPazza)
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Ho caricato le foto ieri ma era già tardi.. Mica è sfuocata quella sopra?  Mi sa che stasera la cambio..

6 commenti:

Gialla ha detto...

Mammina mia... queste verdure sono lussuriose!

Milena ha detto...

Le verdure sono la mia passione: riunite appassionatamente in un gratin colorato, le amo ancor di più e la possibilità di "giocare" con le temperature di servizio è davvero interessante :)

( parentesiculinaria ) ha detto...

Uh l'ho fatte anche io le verdure con il pane carasau e son meravigliose, ma queste son pure più stuzzicanti fatte così. Che tocco il Ragusano...
I tuoi titoli mi incuriosiscono sempre.
L'olivetta che rotola è mia! Cià!

PoveraPazza ha detto...

In effetti, ragazze, queste verdurine sono buone anche il giorno dopo e hanno il GROSSO vantaggio di essere fulminee da preparare. Potete metterci anche il cappero, cambiare le erbe, fare quello che vi pare!

Reb ha detto...

Non ci sono più le brave verdurine di una volta, adesso sono tutte easy e vanno con tutti :PPPPPPP (oggi va così, c'ho la stupidera ai massimi storici!!!)

PoveraPazza ha detto...

Svergognate di verdure!!