Cole Porter, ispirato da Galla Placidia.
Leggenda o realtà?
(PoveraPazza)
"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)
25 marzo 2012
22 marzo 2012
pancakes vegetariane
Era ora.
L'inverno pare finito. Lo si vede dalla luce, dal clima, dai gattoni spelacchiantisi, dalle gemme. Soprattutto lo si vede dalla riapertura dell'orto biologico.
Orfani di cotanta bontà siamo sopravvissuti a tristi verdure da banco frigo per due interi mesi, ma ora ci possiamo sbizzarrire.
Stasera cena davvero di lusso con frittelle (o pancakes o latkes) di broccolo romano, con un tocco mediorientale che male non fa.
Per molte (almeno dieci) frittelle:
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20 marzo 2012
tanti auguri a me e grazie ragazze
Oh, questa è la mia torta di compleanno.Sembra collassata in centro ma vi assicuro che è un effetto ottico. Si presentava invece decorosamente, con le sue bricioline e tutto il resto al posto giusto. Ne è avanzata giusto metà (nutriente eh).
Comunque il compleanno è una faccenda complicata e non può accadere una volta l'anno.
Ogni cinque mi pare ragionevole. Gli anni dispari poi, che orrore. Resto a una cifra tonda con il 4 davanti e lo zero finale. I rotti sono così volgari. Fortysomething, così, indeterminato, lasciato nel vago. Per una volta l'inglese ha una sua poesia.
Per la torta di mele streusel ringrazio Alex e i Calycanthi che ne hanno anche fatto la copertina del loro libro.
Nessuna variazione, nessuna ricetta se non quelle citate sopra.
Auguri a me e a tutti i colleghi di compleanno come Gualtiero (Marchesi) e Mario (Monti).
Mica cotiche.
(PoveraPazza)
18 marzo 2012
esperimenti di primavera - pasta al cardamomo nero
Piccoli pastai sperimentatori crescono.
Per la prima cena del giovedì dell'anno (ce la siamo presa comoda..) spostata al venerdì ho tentato un esperimento che mi è parso riuscito. Le gallinelle hanno gradito ed io sono contenta.
Amen.
Non ho voglia di girarci intorno, oggi piove molto e ho pure mal di testa.
Ricetta senza voli pindarici e via.
Si tratta di pasta fresca al cardamomo nero. Come si sa il cardamomo nero non ha nulla a che vedere con il suo cugino verde. Le capsule hanno un forte sentore di affumicato ed i semi sono invece balsamici.
Per 6 persone:
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9 marzo 2012
Anna, Marco e il tè matcha
Abbiamo passato una bella serata, ieri. Erano tanti anni che non ci vedevamo, abbiamo vite differenti, viviamo persino in due continenti diversi. Ma abbiamo chiacchierato fitto fino a tarda notte.
Certo, il prezzo da pagare sono state 'ste tagliatelle al tè matcha che non ho potuto evitare di produrre.
Anna e Marco, da veri signori, se le son mangiate e non hanno protestato. A me son pure piaciute, a loro non so.
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6 marzo 2012
la pâte en rose
Rosa come una caramella di zucchero, come un bocciolo, come gli occhiali di Lolita.
Lolita, light of my life, fire of my loins. My sin, my soul. Lo-lee-ta: the tip of the tongue taking a trip of three steps down the palate to tap, at three, on the teeth. Lo. Lee. Ta
(Perdonate la citazione, ma non resisto. L'incipit di Nabokov resta una delle mie frasi letterarie favorite, letta con voce profonda, bassa, roca ma gentile)
Rosa come la primavera che arriverà, rosa come il buon umore, come le zampine di un gatto (che i miei mica le hanno rosa, le zampe), come un gomitolo di lana. E dire che io il rosa lo odio e non lo porterei mai. Come si cambia, signori miei, come si cambia.
Tutta questa manfrina per introdurre solo pasta, allegra pasta alla barbabietola (che se apri la confezione di barbabietole precotte, poi la devi usare tutta).
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28 febbraio 2012
fiori rosa fiori di .. barbabietola
Questa lunga e sconclusionata premessa per dire che mi sono imbattuta due giorni fa in questi dolcini, da Cannelle et Vanille, e non ho avuto pace fino a che non li ho provati.
La ricetta la trovate da lei, in inglese. Io ho solo usato il burro (20 g) invece dell'olio di cocco e le barbabietole precotte che quelle fresche non le ho mai trovate. Mi ci son voluti circa 30 minuti di cottura.
Volete un giudizio? Non sono male ma non mi ci butterei per terra, ecco. Forse usando una farina di frumento e latte normale avrebbero un gusto più domestico. Mi sa che li proverò anche così e vi dirò come son venuti.
Se però volete un dolcino senza-senza-senza questi hanno il loro perchè e non sono neppure troppo punitivi.
A presto con nuove esilaranti avventure e esperimenti squinternati.
(PoveraPazza)
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25 febbraio 2012
penne cicerchie e cime
Ogni tanto anche su questi schermi si pasteggia. Non molto spesso, lo confesso.
Dei miei natali risicoli si è già scritto più e più volte, ma per un pranzo festoso e non impegnativo la pasta si batte difficilmente.
Pensavo, a dire il vero, solo a una crema di cicerchie con le cime (di rapa), ma poi ci ho visto bene anche due pennette. Tutti regali dei miei amici camperisti Giada e Marco, che girano l'Italia e si caricano di derrate che noi, volatori con bagaglio a mano, assaggiamo lì e poi rimpiangiamo.
Per tre porzioni abbondanti:
200 gr di cicerchie
180 gr di pasta corta
peperoncino
aglio
olio d'oliva
600 gr di cime di rapa, mondate
sale pepe
Dei miei natali risicoli si è già scritto più e più volte, ma per un pranzo festoso e non impegnativo la pasta si batte difficilmente.
Pensavo, a dire il vero, solo a una crema di cicerchie con le cime (di rapa), ma poi ci ho visto bene anche due pennette. Tutti regali dei miei amici camperisti Giada e Marco, che girano l'Italia e si caricano di derrate che noi, volatori con bagaglio a mano, assaggiamo lì e poi rimpiangiamo.
Per tre porzioni abbondanti:
200 gr di cicerchie
180 gr di pasta corta
peperoncino
aglio
olio d'oliva
600 gr di cime di rapa, mondate
sale pepe
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21 febbraio 2012
makloubet zaher - riso con carne di manzo e cavolfiore
Questo post era nel mirino da un pò. La ricetta viene dalle donne di Bait al Karama la casa della dignità di cui ho già parlato qui. La scuola di cucina nella città vecchia di Nablus continua la sua crescita e io continuo ad accarezzare il sogno di andarci, prima o poi. La raccolta fondi su Eppela , pure lei continua e posso garantire che le signore non si offenderanno se qualcuno si sentisse di partecipare con un soldino.
Ma torniamo a noi e alla nostra ricetta.
Di quanto invidio le piastrelle della loro cucina parlerò un'altra volta, eh?!
Un piatto unico libanese e catafottuto (makloubet) .
Per otto commensali:
1 kg di spezzatino di manzo, magro
1 grossa cipolla pelata
3-4 cucchiai di olio d'oliva
2 cucchiaini di sale e 1 di pepe
1 cucchiaino di peperoncino (più o meno a seconda dei gusti)
una punta di cucchiaino di allspice (pepe di Giamaica)
1 bastoncino di cannella o un cucchiaino di cannella in polvere
1 cavolfiore a cimette
olio d'oliva per saltare la verdura
2 tazze di riso Basmati
1 noce di burro o burro chiarificato (samneh o ghee)
3 tazze di acqua calda
--
In una grossa padella rosolare la carne e la cipolla tritata in un filo d'olio. Aggiungere il sale, le spezie e tanta acqua quanta ne serve per coprire completamente la carne. Portare a bollore e poi lasciare sobbollire, coperto, per un'ora o fino a quando la carne non sia tenera. Avendo fretta (come me) compiere tutte le operazioni in una pentola a pressione e cuocere per trenta minuti dal fischio.
Mentre la carne cuoce, saltare il cavolfiore in olio d'oliva. Io non l'ho propriamente fritto ma ho preferito colorirlo, salarlo e poi lasciarlo cuocere coperto per una decina di minuti in modo che l'umidità ammorbidisse la verdura lasciandola però croccante.
Lavare il riso sotto l'acqua corrente e scolarlo. Sciogliere il burro in una capace casseruola. Aggiungere il riso, mescolando per far assorbire bene il condimento. Prelevare metà del riso e tenerlo da parte.
Livellare bene il riso con un cucchiao. Coprire con i pezzi di carne e metà del cavolfiore. Fare un secondo strato di riso, sempre livellando e finire con la restante parte di cavolfiore.
Bagnare con tre tazze di liquido: tutto il liquido di cottura della carne e tanta acqua quanta ne manca alle tre tazze.
Portare a ebollizione su fiamma medio -alta, coperto. Abbassare la fiamma e lasciare assorbire tutto il liquido. Con un riso Basmati basteranno pochi minuti.
A questo punto catafottere il contenuto in un grosso vassoio (come se si dovesse girare una frittata).
Servire con yogurt o labneh e insalata fresca.
A me pareva ci stesse bene anche una spruzzata di limone, on top. Ma è una licenza poetica, so to say.
(PoveraPazza)
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19 febbraio 2012
insalata di cavolo dolce e colorata
E anche quest'anno ci siamo illuminati di meno. Ci vuol fegato a fare una cena al lume di candela di venerdì diciassette ma noi, per un pelo non tredici a tavola, con estremo sprezzo del pericolo, ci siamo riusciti.
Buio era buio, le pietanze dovevano essere a chilometri zero (ma io l'ho saputo solo dopo) e cucinate con sistemi a basso impatto ambientale, i piatti son stati lavati a mano. Anche la partitina di burraco finale si è potuta solo immaginare.
Bello e corretto e motivante, come sempre.
Io ho portato un'insalata un pò fuori contesto : il suo papà è Yotam Ottolenghi, dunque è esotica per forza. Cavolo e frutta, sciroppo e noci caramellate con la paletta di Coggiola ci stava come i cavoli a merenda. Fortuna che avevo una lenticchia di riserva.
Il buio era fitto: anche l'insalata la potete immaginare (o trovare nel magnifico Plenty di Ottolenghi)
Buio era buio, le pietanze dovevano essere a chilometri zero (ma io l'ho saputo solo dopo) e cucinate con sistemi a basso impatto ambientale, i piatti son stati lavati a mano. Anche la partitina di burraco finale si è potuta solo immaginare.
Bello e corretto e motivante, come sempre.
Io ho portato un'insalata un pò fuori contesto : il suo papà è Yotam Ottolenghi, dunque è esotica per forza. Cavolo e frutta, sciroppo e noci caramellate con la paletta di Coggiola ci stava come i cavoli a merenda. Fortuna che avevo una lenticchia di riserva.
Il buio era fitto: anche l'insalata la potete immaginare (o trovare nel magnifico Plenty di Ottolenghi)
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