La salicornia è una succulenta. Una di quelle piante con le foglie cicciotte e ricche d'acqua. L'aloe è una succulenta, come il finocchio marino, il fico degli ottentotti, l'agave.
Sono carine, le succulente. Molte fanno pure bene.
La slicornia, poi, è buona.
Questa insalatuccia, ad esempio, si avvia a diventare il cavallo di battaglia della collezione primavera-estate 2013. Se volete provarla vi dovete sbrigare. La stagione della salicornia è breve.
Insalata aromatica di salicornia
3 patate medie
200g di salicornia
200g di gamberi, sgusciati
5-6 pomodorini
1 limone non trattato
5 cm di radice di zenzero
olio extravergine
sale di Maldon
Lessare le patate con la buccia in acqua leggermente salata. Lasciarle al dente.
Raffreddarle subito in acqua fredda e tagliarle a dadi.
Grattugiare finemente lo zenzero, grattugiare la buccia del limone e poi spremerne il succo.
Sbollentare la salicornia in acqua non salata per tre minuti se molto tenera oppure per una decina di minuti se più coriacea. Raffreddare subito in acqua corrente e passare velocemente in acqua ben fredda. Se è sufficientemente tenera basta dividere i vari rametti, se invece è più coriacea sfilare la parte verde dall'anima fibrosa come se si sfilasse una calza. Scolare e unire alle patate a dadini. Tagliare a pezzetti i pomodorini.
Sgusciare i gamberi, eliminare il budellino e tagliarli a metà o in tre pezzi. Saltarli con una lacrima d'olio. Unirli alle verdure.
Preparare il condimento con succo di limone, olio extravergine, zenzero e buccia di limone, sale di Maldon. Condire e servire tiepido o freddo.
Ecco, poi mi direte se vi è piaciuta, che qui strappa sempre un sorriso di approvazione.
(PoveraPazza)
"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)
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7 agosto 2013
17 giugno 2012
la principessa sull'ultimo pisello - in insalata
E così mentre sotto casa si è scatenato l'inferno in forma di festa popolare prolungata, noi ci siam consolati con questa semplicissima e deliziosa insalata. Me la sono inventata io nella mia mente (lessico familiare, perdonate).
19 febbraio 2012
insalata di cavolo dolce e colorata
E anche quest'anno ci siamo illuminati di meno. Ci vuol fegato a fare una cena al lume di candela di venerdì diciassette ma noi, per un pelo non tredici a tavola, con estremo sprezzo del pericolo, ci siamo riusciti.
Buio era buio, le pietanze dovevano essere a chilometri zero (ma io l'ho saputo solo dopo) e cucinate con sistemi a basso impatto ambientale, i piatti son stati lavati a mano. Anche la partitina di burraco finale si è potuta solo immaginare.
Bello e corretto e motivante, come sempre.
Io ho portato un'insalata un pò fuori contesto : il suo papà è Yotam Ottolenghi, dunque è esotica per forza. Cavolo e frutta, sciroppo e noci caramellate con la paletta di Coggiola ci stava come i cavoli a merenda. Fortuna che avevo una lenticchia di riserva.
Il buio era fitto: anche l'insalata la potete immaginare (o trovare nel magnifico Plenty di Ottolenghi)
Buio era buio, le pietanze dovevano essere a chilometri zero (ma io l'ho saputo solo dopo) e cucinate con sistemi a basso impatto ambientale, i piatti son stati lavati a mano. Anche la partitina di burraco finale si è potuta solo immaginare.
Bello e corretto e motivante, come sempre.
Io ho portato un'insalata un pò fuori contesto : il suo papà è Yotam Ottolenghi, dunque è esotica per forza. Cavolo e frutta, sciroppo e noci caramellate con la paletta di Coggiola ci stava come i cavoli a merenda. Fortuna che avevo una lenticchia di riserva.
Il buio era fitto: anche l'insalata la potete immaginare (o trovare nel magnifico Plenty di Ottolenghi)
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2 agosto 2011
leggera come una nuvola: insalata di quinoa alla frutta
Finalmente! Che sia arrivata l'estate? La mia caviglia ha assunto la tipica sembianza estiva, direi che ci sono speranze. Ma non era di questo che volevo parlare. Nel fine settimana siamo emigrati in Valle d'Aosta per una piccolissima sgambata montana: Rifugio Bertone, Monti della Saxe e Testa Bernarda. Una passeggiata di poco impegno ma che consente di godere di un panorama ineguagliabile: Monte Bianco e Grandes Jorasses così vicini da toccarli. Maestosi e terribili, abbaglianti sullo sfondo blu del cielo sereno.
La montagna rigenera quanto una seduta psicanalitica. Peccato che si debba stare nei rifugi, che sono sì divertenti, ma provocano bruciore di stomaco e insonnia persistente.Non ho chiuso occhio, nonostante i tappi. E ho mangiato male in modo deprimente.
Oggi quindi riposo e cena leggera per riprendermi dagli strapazzi alimentari. Sono pure caduta sul sentiero, ma vabbè. Si scivolava sul ghiaino, mica è colpa mia.
La nostra cena è stata un'insalata di quinoa e frutta, colorata e aromatica. Buona sola, ottima ad accompagnare carne (petto di pollo) o pesce alla griglia. Semplicità.
Che serve?
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1 luglio 2011
pasta cubista
Per la popolarissima rubrica le non ricette, ecco a voi siore e siori la pasta cubista.
Come potete vedere trattasi di insalata di pasta, sperimentale, va detto, scomposta.
L'idea è completare il puzzle quietamente masticando.
L'ispirazione è venuta da Viviana Varese che ha pubblicato qualche tempo fa una fotina simile. Noi ce la siamo composta alla cena della femmine, ognuna secondo i suoi modi.
Nicoletta l'ha fotografata, e si vede che le immagini non sono farina del mio sacco.

Abbiamo contato 12 ruote di calamarata a testa, l'abbiamo cotta molto al dente in modo che il contenitore avesse pareti solide e l'abbiamo raffreddata subito. Se non si compone il piatto un nanosecondo meglio condire la pasta con un goccio d'olio.
Abbiamo preparato una passatina di borragine, perchè era un regalo di mammà, semplicemente sbollentando le foglie e ripassandole in padella con un'idea di cipollotto, un filo d'olio e sale e poi passando tutto al mixer.
Le possibilità di condimenti sono molteplici, anche noi ci riserviamo di inventarcene altri piccanti, speziati o aromatici.
Quindi: un paio di cucchiai di salsa, pasta in piedi e cose colorate dentro.
Abbiamo tutta l'estate per provare altri modi! Potremo quasi quasi fare una gara, eh, ragazze? Dove non si vince niente ma si rivelano le proprie propensioni alimentari ed estetiche!
Buona fine di settimana a tutti.
(PoveraPazza)

5 giugno 2011
settimana arancio: 3 - insalata P3 peschepollopeperoni
Poi la pianto con l'arancio? In effetti avrei ancora un mangiarino con le albicocche, salato. Ma vediamo se mi gira di mettercelo oppure no. Questa insalata è bellissima, coloratissima, estivissima. Manca solo l'estate, per ora. Arriverà, ho informazioni certe in proposito.
Non fatevi spiazzare dall'abbinamento frutta-verdura-carne, che anche detestatori delle contaminazioni come Al, hanno apprezzato.
Apprendiamo or ora dalla Cermania che forse è colpa dei germogli tutta 'sta epidemia. Ho cercato di sterminare le mie amiche senza saperlo, l'ultima volta che ci siamo viste. A quanto ne so son vive tutte, ma faccio butto i semi, che è meglio.
Vado con la recipe, che questa volta è inglese (vabbè inglese, più o meno):
per 3:
1 petto di pollo intero, circa 500 g
poco olio d'oliva sale pepe nero
una manciata di foglie di menta, intere
una trentina di foglie di basilico, intere
due manciate di crescione, i gambi più duri eliminati
1 peperone rosso
due pesche o nettarine
per il condimento:
succo di un limone o lime
2 cucchiai di colatura di alici
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cipollotto intero o mezza cipolla novella
2 peperoncini rossi freschi
Facile facile facile:
preriscaldare il forno a 200° e cuocere per 20-25 minuti il petto intero, con sale pepe e un filo d'olio, rigirandolo a metà cottura. Spegnere e lasciar riposare dieci minuti.
Preparare il condimento: tritare finemente i peperoncini e il cipollotto, unirli al succo di limone, alla salsa di pesce e allo zucchero (non temete, ci sta bene nonostante paia azzardato).
Mondare e lavare le erbe, lasciando intere le foglie. Asciugarle e metterle in una ciotola.
Tagliare il peperone a spaghetti lunghi e abbastanza fini.
Tagliare a metà le pesche, togliere il nocciolo e tagliare a grossi pezzi.
Unire alle erbe anche frutta e verdura.
Tagliare il pollo a striscioline e unire al resto. Condire con la salsa preparata.
Lasciar riposare 5 minuti e mangiare con soddisfazione.
(PoveraPazza)
Non fatevi spiazzare dall'abbinamento frutta-verdura-carne, che anche detestatori delle contaminazioni come Al, hanno apprezzato.
Apprendiamo or ora dalla Cermania che forse è colpa dei germogli tutta 'sta epidemia. Ho cercato di sterminare le mie amiche senza saperlo, l'ultima volta che ci siamo viste. A quanto ne so son vive tutte, ma faccio butto i semi, che è meglio.
Vado con la recipe, che questa volta è inglese (vabbè inglese, più o meno):
per 3:
1 petto di pollo intero, circa 500 g
poco olio d'oliva sale pepe nero
una manciata di foglie di menta, intere
una trentina di foglie di basilico, intere
due manciate di crescione, i gambi più duri eliminati
1 peperone rosso
due pesche o nettarine
per il condimento:
succo di un limone o lime
2 cucchiai di colatura di alici
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cipollotto intero o mezza cipolla novella
2 peperoncini rossi freschi
Facile facile facile:
preriscaldare il forno a 200° e cuocere per 20-25 minuti il petto intero, con sale pepe e un filo d'olio, rigirandolo a metà cottura. Spegnere e lasciar riposare dieci minuti.
Preparare il condimento: tritare finemente i peperoncini e il cipollotto, unirli al succo di limone, alla salsa di pesce e allo zucchero (non temete, ci sta bene nonostante paia azzardato).
Mondare e lavare le erbe, lasciando intere le foglie. Asciugarle e metterle in una ciotola.
Tagliare il peperone a spaghetti lunghi e abbastanza fini.
Tagliare a metà le pesche, togliere il nocciolo e tagliare a grossi pezzi.
Unire alle erbe anche frutta e verdura.
Tagliare il pollo a striscioline e unire al resto. Condire con la salsa preparata.
Lasciar riposare 5 minuti e mangiare con soddisfazione.
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11 maggio 2011
asparagi con shortbread al pecorino, e le nuvole
Stasera son triste e non ho voglia di condire il discorso più di tanto.
Capita. Quando ero piccina il mio papà mi diceva: ti è passata una nuvola davanti al sole. Forse anche oggi ne è passata qualcuna. Però, poi, vanno.
Sempre tratto dal vegetariano coltivato, e appena appena modificato, ecco a voi un modo diverso di mangiare gli asparagi. Siccome me ne hanno regalati numero 3 mazzi e, nell'ordine:
- li ho serviti in una carbonara vegetale
- li ho cotti a vapore e poi mangiati così come stavano
- ne ho fatto risotto
ero alla ricerca di un classico (asparagi-uova-formaggio) ma appena rielaborato.
Per 4 persone come piatto principale, o per otto come antipasto:
- 24 asparagi, tagliati nel punto in cui si spezzano naturalmente
- cimette di crescione (il mio aveva anche i fiorellini) o rucola (che son della stessa famiglia)
- scaglie di pecorino per guarnire
Dressing:
1 tuorlo d'uovo, 2 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaino di senape, 30 ml di aceto di vino bianco,
il succo di mezzo limone, sale e pepe, 150 ml di olio extravergine, 1 cucchiaio di dragoncello tritato (io ho usato la rigogliosa santoreggia del terrazzo)
Shortbread:
175 gr di farina 00 (io metà farina e metà semola)
100 gr di burro freddo a cubetti
65 gr di pecorino grattugiato
sale pepe
1 tuorlo d'uovo - pochissima acqua, se serve
Ah, ho dimenticato di comunicare urbi et orbi che ho l'impastatore nuovo. Non quello rosso che volevo tanto ma quello grigio che si intona meglio con la mia cucina aitec (e con il mio conto corrente).
Preparare il condimento: mettere nello sbattitore tuorlo, limone, aceto, sale, pepe e avviare. A filo aggiungere l'olio. Non verrà una maionese, ma una salsina come quelle dell'ikea, per capirsi. A macchina spenta aggiungere l'erbetta tritata. Mettere da parte.
Per gli shortbread: impastare farina, burro freddo e una presa di sale fino ad ottenere uno sbriciolame come quello dei crumble. Aggiungere il formaggio e da ultimo il tuorlo. Se risultasse troppo secco unire pochissima acqua (due cucchiai, non di più).
Stendere la pasta su una superficie infarinata o sul tappetino di silicone. Tagliare nella forma desiderata. Stasera che pungo ho scelto il triangolo. Ne verranno almeno 16.
Preriscaldare il forno a 160 se ventilato o a 180 se normale.
Cuocere i biscotti per 8-10 minuti o fino a che non saranno dorati ma non duri come sassi.
Nel frattempo cuocere a vapore gli asparagi per 8 minuti. Devono risultare al dente.
Trasferirli in una ciotola con il crescione e condirli con la salsa preparata
Servire gli asparagi con 4 shortbread a testa, scaglie di pecorino e pepe macinato al momento.
(PoveraPazza) che è corsa a correggere i refusi, acc..
Capita. Quando ero piccina il mio papà mi diceva: ti è passata una nuvola davanti al sole. Forse anche oggi ne è passata qualcuna. Però, poi, vanno.
Sempre tratto dal vegetariano coltivato, e appena appena modificato, ecco a voi un modo diverso di mangiare gli asparagi. Siccome me ne hanno regalati numero 3 mazzi e, nell'ordine:
- li ho serviti in una carbonara vegetale
- li ho cotti a vapore e poi mangiati così come stavano
- ne ho fatto risotto
ero alla ricerca di un classico (asparagi-uova-formaggio) ma appena rielaborato.
Per 4 persone come piatto principale, o per otto come antipasto:
- 24 asparagi, tagliati nel punto in cui si spezzano naturalmente
- cimette di crescione (il mio aveva anche i fiorellini) o rucola (che son della stessa famiglia)
- scaglie di pecorino per guarnire
Dressing:
1 tuorlo d'uovo, 2 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaino di senape, 30 ml di aceto di vino bianco,
il succo di mezzo limone, sale e pepe, 150 ml di olio extravergine, 1 cucchiaio di dragoncello tritato (io ho usato la rigogliosa santoreggia del terrazzo)
Shortbread:
175 gr di farina 00 (io metà farina e metà semola)
100 gr di burro freddo a cubetti
65 gr di pecorino grattugiato
sale pepe
1 tuorlo d'uovo - pochissima acqua, se serve
Ah, ho dimenticato di comunicare urbi et orbi che ho l'impastatore nuovo. Non quello rosso che volevo tanto ma quello grigio che si intona meglio con la mia cucina aitec (e con il mio conto corrente).
Preparare il condimento: mettere nello sbattitore tuorlo, limone, aceto, sale, pepe e avviare. A filo aggiungere l'olio. Non verrà una maionese, ma una salsina come quelle dell'ikea, per capirsi. A macchina spenta aggiungere l'erbetta tritata. Mettere da parte.
Per gli shortbread: impastare farina, burro freddo e una presa di sale fino ad ottenere uno sbriciolame come quello dei crumble. Aggiungere il formaggio e da ultimo il tuorlo. Se risultasse troppo secco unire pochissima acqua (due cucchiai, non di più).
Stendere la pasta su una superficie infarinata o sul tappetino di silicone. Tagliare nella forma desiderata. Stasera che pungo ho scelto il triangolo. Ne verranno almeno 16.
Preriscaldare il forno a 160 se ventilato o a 180 se normale.
Cuocere i biscotti per 8-10 minuti o fino a che non saranno dorati ma non duri come sassi.
Nel frattempo cuocere a vapore gli asparagi per 8 minuti. Devono risultare al dente.
Trasferirli in una ciotola con il crescione e condirli con la salsa preparata
Servire gli asparagi con 4 shortbread a testa, scaglie di pecorino e pepe macinato al momento.
(PoveraPazza) che è corsa a correggere i refusi, acc..
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31 marzo 2011
alfabeto alimentare - E come erbette (dei prati)
In onore della Primavera con la P maiuscola, finalmente arrivata anche a queste infelici latitudini, in onore della mamma che l'ha raccolta e di Antonella che ha fornito le uova delle sue galline.
Un nido di tarassaco e di radicchietto novello che è diventato insalata subito dopo lo scatto.
Adoro le erbe spontanee: tarassaco, borsa del pastore, crescione, primula, silene, piantaggine, ortica, malva. Ma quante ce ne sono? Ognuna con le sue considerevoli proprietà fitoterapiche (..)
Dalle nostre parti tra qualche giorno compariranno anche le famigerate "lingue", erbina che sembra appartenere alle poligonacee e che si consuma cotta.
Le zie, le nonne, le mamme cominciano a pascolare sui prati, curve, ricordando probabilmente le loro antenate mondine, e riempiono sacchi interi di queste erbe oblunghe e un pò durette che verranno stufate con MOLTA acqua e la carne di porco à coté. E la polenta, naturalmente.
Si scatenano rivalità insospettate fra persone altrimenti miti: e quella ne ha raccolte due borse in una mattina - dilettante! - e quell'altra è stata imprecisa - erano piene di fili d'erba, ci ho perso la giornata a mondarle!
Il divertimento è raccogliere, non mangiare.
Mio papà va a cercar funghi da una vita e non ne mangia.
Ma questa è un'altra storia.
(PoveraPazza)
Un nido di tarassaco e di radicchietto novello che è diventato insalata subito dopo lo scatto.
Adoro le erbe spontanee: tarassaco, borsa del pastore, crescione, primula, silene, piantaggine, ortica, malva. Ma quante ce ne sono? Ognuna con le sue considerevoli proprietà fitoterapiche (..)
Dalle nostre parti tra qualche giorno compariranno anche le famigerate "lingue", erbina che sembra appartenere alle poligonacee e che si consuma cotta.
Le zie, le nonne, le mamme cominciano a pascolare sui prati, curve, ricordando probabilmente le loro antenate mondine, e riempiono sacchi interi di queste erbe oblunghe e un pò durette che verranno stufate con MOLTA acqua e la carne di porco à coté. E la polenta, naturalmente.
Si scatenano rivalità insospettate fra persone altrimenti miti: e quella ne ha raccolte due borse in una mattina - dilettante! - e quell'altra è stata imprecisa - erano piene di fili d'erba, ci ho perso la giornata a mondarle!
Il divertimento è raccogliere, non mangiare.
Mio papà va a cercar funghi da una vita e non ne mangia.
Ma questa è un'altra storia.
(PoveraPazza)
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27 gennaio 2011
antirughe vegetale e un suggerimento
Ma quanto fanno bene i broccoli? Antiossidanti, ricchi di vitamine, buoni anche per chi ha l'asma.
E il sesamo? Ricostituente per l'emoglobina, utile alla milza e al fegato. Ma benone!
Ho provato a comprarmi, tempo fa, dei capsuloni di integratori ringiovanenti. Mica li digerisco!
Preferisco di gran lunga tonificarmi con verdura, frutta e semi.
Non son IZN, non ne so neppure abbastanza per dare suggerimenti o indicazioni terapeutiche.
Molto più ruffianamente, giustifico i miei gusti (e fortuna che non mi piace il foie gras).
Questa volta condivido una semplicissima ciotola di broccoli a vapore - che mantengono le loro proprietà al meglio - conditi con una citronette e semi di sesamo tostati.
Li ho abbinati con una roba buonissima, che in India mi mangiavo sempre: i papadam, delle sfogliette fatte con farina di lenticchie, credo. Io ho provato questi , trovati per caso alla Bottega del Mondo sabato.
Sono solo da far tostare leggermente in una pentola antiaderente, fino a quando non fanno le bolle.
Compratene più confezioni, sono davvero irresistibili.
Badate che è una marchetta assolutamente GRATIS!
Per evitare di sembrare troppo salutista, corro a strafogarmi di chiacchiere-bugie-crostoli e pure industriali. Ecco!
(PoveraPazza)
3 novembre 2010
intermezzo piccante: insalata di mele
Avete presente le signorine, negli incontri di pugilato, con il cartello che segna l'inizio delle riprese? Oddio, viste solo nei film americani di goodfellas, però, mi avete capita,no?
Ecco, questa piccantissima insalata è il loro omologo culinario: stuzzicante e procace come una miss tuttacurve.
Sono molti anni che la propongo, non ritrovo più il pizzino (Lydia's copyright) in cui avevo segnato dosi ecc, ma, navigando a vista la rifaccio quasi ugale ogni volta.
Si sposa meravigliosamente con carni un pò pesanti (mi immagino) ma anche post primi elaborati.
Fuor di metafora, una ragazza per tutte le stagioni. La Granny Smith si trova sempre, infatti.
Una robetta facile facile:
2 mele granny smith bruschette
5 bacche di cardamomo verde (chi avesse notizia di luoghi in cui comprare quello nero divulghi, per cortesia)
200ml di acqua,
2 cucchiai di zucchero
1 peperoncino piccante - fresco
il succo di un limone
3 cm di radice di zenzero
So: preparare uno sciroppo con l'acqua, lo zucchero, il cardamomo e lo zenzero. Risulterà uno sciroppino molto molto leggero. Filtrarlo e versarlo sulle mele affettate sottilissime. Irrorare con il succo di limone. Tagliare a rondelline il peperoncino ed aggiungerlo alla preparazione. Mescolare bene e lasciare riposare per una mezzoretta, che ci guadagna.
Tutto qui. Alternativa al dentifricio, credetemi.
(PoveraPazza)
Ecco, questa piccantissima insalata è il loro omologo culinario: stuzzicante e procace come una miss tuttacurve.
Sono molti anni che la propongo, non ritrovo più il pizzino (Lydia's copyright) in cui avevo segnato dosi ecc, ma, navigando a vista la rifaccio quasi ugale ogni volta.
Si sposa meravigliosamente con carni un pò pesanti (mi immagino) ma anche post primi elaborati.
Fuor di metafora, una ragazza per tutte le stagioni. La Granny Smith si trova sempre, infatti.
Una robetta facile facile:
2 mele granny smith bruschette
5 bacche di cardamomo verde (chi avesse notizia di luoghi in cui comprare quello nero divulghi, per cortesia)
200ml di acqua,
2 cucchiai di zucchero
1 peperoncino piccante - fresco
il succo di un limone
3 cm di radice di zenzero
So: preparare uno sciroppo con l'acqua, lo zucchero, il cardamomo e lo zenzero. Risulterà uno sciroppino molto molto leggero. Filtrarlo e versarlo sulle mele affettate sottilissime. Irrorare con il succo di limone. Tagliare a rondelline il peperoncino ed aggiungerlo alla preparazione. Mescolare bene e lasciare riposare per una mezzoretta, che ci guadagna.
Tutto qui. Alternativa al dentifricio, credetemi.
(PoveraPazza)
3 agosto 2010
Mr. Paul, I suppose?
Che titolo macabro.. Trovo insopportabile la me stessa che non ce la fa a evitare una (facile) battuta..
Ma non ce la fa, appunto. Allora gioca sul povero Paul vaticinante e probabilmente già soggetto di insalata o umido o..
Oppure re di un acquario spagnolo (speriamo).
Gli ignoti folpetti che, loro malgrado, hanno reso possibile la leccornia qui raffigurata li piango come fratelli. Mi pento e mi dolgo, ma, buoni come sono, non posso promettere che non ripeterò il peccato.
Trattasi di uno stufato estivo, da mangiare freddo, di polpo, patate e peperoni. Ispirato ad una ricetta di Cucina Italiana, riprodotto con minime variazioni.
--
A me sono serviti:
2 polpi in tutto 1,5kg
1 peperone giallo e 1 rosso
300 gr di patatine rosse nuove
abbondante basilico fresco
alloro
olio d'oliva
1 cipolla di Tropea grande (la mia era novella)
--
Da quando ho scoperto la cottura senza nulla, continuo a proporre polpi in ogni variazione possibile.
Un metodo che ha a che fare con l'uovo di Colombo, tanto semplice e fonte di tanta soddisfazione.
Si fa stufare la cipolla tagliata sottile in un cucchiaio d'olio a fuoco dolce. Si uniscono i polpi puliti e lavati e due foglie di alloro. No acqua. No sale. Niente. Si copre e si lascia andare a fuoco dolcissimo per 30 minuti.
Nel frattempo si puliscono i peperoni, si tagliano a dadi non troppo piccoli. Si lavano e tagliano le patatine con la buccia (se si usano patate non novelle va bene anche sbucciarle, ovviamente), sempre a cubetti.
Trascorsi i trenta minuti si uniscono i peperoni, e si lasciano insaporire per cinque minuti. E' poi la volta delle patate.
Sempre no acqua, no sale, no olio.
Si copre e si lascia cuocere ancora una ventina di minuti.
Come per la cottura tradizionale il polpo dovrà essere lasciato nella sua acqua a raffreddare.
Si scola intanto la verdura per evitare che il calore la cuocia ulteriormente.
A questo punto il cugino di Paul potrà essere scolato e tagliato a pezzetti, conservando le ventose. Si unirà, in una capace ciotola, alle verdure e a una bella manciata di foglie di basilico spezzate a mano. Una macinata di pepe e un filo d'olio buono completeranno il tutto.
Foste parenti delle capre, magari vi sembrerà che il sale ci voglia. Vi sbagliate. Non serve. E'inutile.
Sia il polpo che le verdure sono saporiti al punto giusto.
Con Sigrid, la prima che mi ha aperto il mondo della cottura "a secco" pensavamo di dar vita alla setta dei cuocitori di polpo senz'acqua.
Le iscrizioni sono aperte. Affrettatevi.
(PoveraPazza)
Ma non ce la fa, appunto. Allora gioca sul povero Paul vaticinante e probabilmente già soggetto di insalata o umido o..
Oppure re di un acquario spagnolo (speriamo).
Gli ignoti folpetti che, loro malgrado, hanno reso possibile la leccornia qui raffigurata li piango come fratelli. Mi pento e mi dolgo, ma, buoni come sono, non posso promettere che non ripeterò il peccato.
Trattasi di uno stufato estivo, da mangiare freddo, di polpo, patate e peperoni. Ispirato ad una ricetta di Cucina Italiana, riprodotto con minime variazioni.
--
A me sono serviti:
2 polpi in tutto 1,5kg
1 peperone giallo e 1 rosso
300 gr di patatine rosse nuove
abbondante basilico fresco
alloro
olio d'oliva
1 cipolla di Tropea grande (la mia era novella)
--
Da quando ho scoperto la cottura senza nulla, continuo a proporre polpi in ogni variazione possibile.
Un metodo che ha a che fare con l'uovo di Colombo, tanto semplice e fonte di tanta soddisfazione.
Si fa stufare la cipolla tagliata sottile in un cucchiaio d'olio a fuoco dolce. Si uniscono i polpi puliti e lavati e due foglie di alloro. No acqua. No sale. Niente. Si copre e si lascia andare a fuoco dolcissimo per 30 minuti.
Nel frattempo si puliscono i peperoni, si tagliano a dadi non troppo piccoli. Si lavano e tagliano le patatine con la buccia (se si usano patate non novelle va bene anche sbucciarle, ovviamente), sempre a cubetti.
Trascorsi i trenta minuti si uniscono i peperoni, e si lasciano insaporire per cinque minuti. E' poi la volta delle patate.
Sempre no acqua, no sale, no olio.
Si copre e si lascia cuocere ancora una ventina di minuti.
Come per la cottura tradizionale il polpo dovrà essere lasciato nella sua acqua a raffreddare.
Si scola intanto la verdura per evitare che il calore la cuocia ulteriormente.
A questo punto il cugino di Paul potrà essere scolato e tagliato a pezzetti, conservando le ventose. Si unirà, in una capace ciotola, alle verdure e a una bella manciata di foglie di basilico spezzate a mano. Una macinata di pepe e un filo d'olio buono completeranno il tutto.
Foste parenti delle capre, magari vi sembrerà che il sale ci voglia. Vi sbagliate. Non serve. E'inutile.
Sia il polpo che le verdure sono saporiti al punto giusto.
Con Sigrid, la prima che mi ha aperto il mondo della cottura "a secco" pensavamo di dar vita alla setta dei cuocitori di polpo senz'acqua.
Le iscrizioni sono aperte. Affrettatevi.
(PoveraPazza)
20 luglio 2010
di cetrioli e papaveri
Volete qualcosa di fresco ma non noioso? Deliziosamente inconsueto?
Provate questa semplicissima insalata.
Adesso è la stagione giusta, si riescono a trovare i cetrioli piccoli e croccanti che sono appunto quelli che servono.
Ce ne vorrà un mezzo chilo, per quattro. E serviranno anche due peperoncini rossi, non troppo piccanti e tagliati a striscioline sottili, 3 cucchiai di coriandolo tritato grossolanamente (o prezzemolo ma non è la stessa cosa), 50 ml di aceto di riso o di mele, olio d'oliva, 2 cucchiai di semi di papavero, due di zucchero semolato, sale e pepe.
Che vi devo dire? L'unica accortezza è proprio la scelta del cetriolo. Piccolo e croccante o desistete.
Non vanno sbucciati ma tagliati a bastoncini inclinati di 1 x 3 cm, non piccolissimi. Dovessero essere un pò più grandi (poco) togliete i semi acquosi che si trovano all'interno.
Il sapore è agrodolce, quasi come i cetriolini tedeschi che si trovano al discount e che io adoro.
E' meglio prepararla al momento, altrimenti i cetrioli rilasciano troppa acqua, ma vedete voi.
Io l'ho mangiata da sola ma può essere il contorno di carni alla griglia (agnello e maiale soprattutto).
Che ve ne pare?
A noi è piaciuta molto.
(PoveraPazza)
Dite che son stata poco lirica questa volta? L'Ode to a pickle non mi è sgorgata dal cuore stamattina...
Dite che son stata poco lirica questa volta? L'Ode to a pickle non mi è sgorgata dal cuore stamattina...
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