Halloween mi annoia profondamente. Dolcetti scherzetti, Jack-o-lantern e Grandi Cocomeri mi interessano quasi quanto una ragnatela sulla faccia mentre cammini nel bosco. Per dire.
Quindi ANATEMA su Halloween e tutta la retorica zucchiforme. E basta. Non è roba nostra, marketing d'importazione e niente più.
Qualche giorno fa, chiacchierando con Sara ci son tornati in mente i biscotti - nostri questa volta - che si preparano per Ognissanti. Detto, cercato,cotto.
Credo che fave dei morti e ossa da mordere siano tipici del Nord Italia, ma non ne sono affatto sicura. Da noi in Piemonte si preparano le ossa da mordere, in Veneto forse le fave. Buoni entrambi, non grassi. Entrambi con mandorle e (molto) zucchero.
Sono davvero elementari da preparare.
"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)
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30 ottobre 2012
13 febbraio 2011
adesso è ora - ballata delle donne
| prima (grazie NINA) |
| e dopo |
Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano
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10 novembre 2010
metti un finocchio a cena: caramellato con quenelle di caprino fresco
Stasera, grazie all'iniziativa di un gruppo di blogger, invitiamo a cena i finocchi.
Premetto che a me i finocchi piacciono di più crudi, alive and kicking e chiacchieranti, premetto che credo sappiano difendersi da soli dagli attacchi beceri di certi personaggi. Epperò.
Credo sia necessario metterci la faccia, etichettarci per marcare una differenza. In questo senso rimando al magnifico post di Giovanna di qualche giorno fa.
Spero che le piccole iniziative come questa contribuiscano almeno a far pensare, se non a modificare la coscienza di altre persone.
Sabato scorso, a Milano, quel finocchio di Nichi ha riempito un teatro (grande) e ha lasciato fuori diverse migliaia di persone (io tra quelle) che avevano voglia di ascoltare la narrazione di un punto di vista diverso. Mi fa piacere pensare che tutti questi semini insieme faranno crescere un albero nuovo, diverso da querce, ulivi, garofani, ma con profonde radici.
E dopo il pistolotto, ecco la ricetta. Di Yotam Ottolenghi.
2 piccoli finocchi
un cucchiaino di burro e un cucchiaio d'olio
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di semi di finocchio
qualche fogliolina di aneto
zeste di mezzo limone
2 cucchiai di caprino fresco
sale pepe (e qualche bacca di ribes fresco, se piace).
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Mondare delle foglie più dure i finocchi e lavarli. Affettarli per il verso della lunghezza senza eliminare la base più dura in modo che le fette (spesse 1 cm) restino insieme.
Far sciogliere il burro in una larga padella, aggiungere anche l'olio. A fiamma vivace far dorare uno strato di fette di finocchio da entrambi i lati. Far riposare su un piatto le fette già pronte e proseguire fino a esaurimento della verdura.
Nel fondo di cottura aggiungere lo zucchero, i semi e abbondante sale e pepe. Far sciogliere per 30 secondi, aggiungere i finocchi cotti e lasciar caramellare delicatamente per un paio di minuti.
Cospargere con l'aneto e le zeste di limone e il ribes, a piacere.
Guarnire con la quenelle di caprino fresco.
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PoveraPazza
Un finocchio al giorno, lo leverà di torno? Oppure un finocchio, una mela e una patata? O un finocchio, una mela, una patata e una rapa? Un cavolo? Un intero minestrone?
Si sa, la dieta depurativa fa miracoli!
- questo post è per voi, lo sapete -
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