Ho fatto i biscotti per gli amici di Ars. Ho impastato surgelato cotto impacchettato per gran parte della settimana. E oggi nevica. E forse domani pure.
Noi (loro) sprezzanti del pericolo la giornata natalizia la facciamo comunque. E noi (loro) volevamo dei biscottini un po' strambi, un po' da tè e un po' da vino, che con il freddo vanno bene così.
Accanto ai classici meltaways al limone e agli ormai amatissimi biscotti con i fiocchi di avena e l'arancia, ho cercato delle combinazioni dolci-salate che spero piacceranno a grandi e piccini (temo più ai grandi, però).
BISCOTTINI AL CURRY E SEMI DI PAPAVERO (per una quarantina di pezzi):
"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)
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14 dicembre 2012
4 dicembre 2012
riapertura straordinaria della cucina: biscotti di avena
Causa dieta la cucina è confinata alla cottura delle crucifere di cui sopra e di poco altro (per esempio una crema di carote che domani assaggerò e - forse - vi insegnerò).
Ma oggi, ecco, oggi HO FATTO I BISCOTTI. Di avena, in fiocconi, e con scorza di arancia grattugiata. Ne ho assaggiato uno, minuscolo. Era buonissimo.
Ma dico, un povero cristiano dovrà avere una qualche consolazione dalla vita, no?
Soprattutto dopo aver ritirato gli F24 per l'IMU ?
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21 novembre 2012
rugelach bifronte - per tutte le stagioni
Trovare, non è come cercare.
Così come perdere non è solo un ulteriore sinonimo di sconfitta.
Le cose trovate, sono le più sempilici da gestire, implicano una casualità che talvolta può definirsi più che fortunata.
E poichè le cose cercate non sempre è detto che le si trovi, quelle trovate bisogna le si conservi come- e più- di un tesoro inaspettato.
E' così che da una PP- povera pazza- ci si è contagiate e trovate, moltiplicando esponenzialmente quell'adorabile pazzia.
Le povere pazze oggi sono due, come le Kessler: cantano Dadaumpa, dadaumpa, dadaumpa, dadauuuuumpa ed eseguono i duplici risvolti di una stessa ricetta, dolce e salata.
Nelle intenzioni, quelle versioni avrebbero dovuto essere scambiate, contaminate ed assaporate, magari insieme. Tempo tiranno, ma non ci scoraggiamo: ci saranno ancora rugelach e non solo, ci saranno chiacchiere, e sorrisi e caffè a fiumi. Ne siamo certe!
Nell'attesa, si partecipa insieme- divertendosi per l'appunto come 2 pazze, e povere- al contest di Al cibo commestibile, e non ci resta che salutarvi con un...So Long and thanks for all the Cooking breakdown!
I rugelach basilico e nocciole di PoveraPazza
Quest'anno non è nelle mie corde produrre dolci. I rugelach sono deliziosi anche così, delicatamente salati Li ho immaginati fra le mani di Reb, spirito affine e regalo fortunato di questo mondo tecnologico. Per ora li ha assaggiati solo con gli occhi, ma ci siamo promesse (e ripromesse) di pasticciare quattro mani, due occhi e due cervelli (o uno in due, chissà!) prestissimo nel nuovo anno.
Così come perdere non è solo un ulteriore sinonimo di sconfitta.
Le cose trovate, sono le più sempilici da gestire, implicano una casualità che talvolta può definirsi più che fortunata.
E poichè le cose cercate non sempre è detto che le si trovi, quelle trovate bisogna le si conservi come- e più- di un tesoro inaspettato.
E' così che da una PP- povera pazza- ci si è contagiate e trovate, moltiplicando esponenzialmente quell'adorabile pazzia.
Le povere pazze oggi sono due, come le Kessler: cantano Dadaumpa, dadaumpa, dadaumpa, dadauuuuumpa ed eseguono i duplici risvolti di una stessa ricetta, dolce e salata.
Nelle intenzioni, quelle versioni avrebbero dovuto essere scambiate, contaminate ed assaporate, magari insieme. Tempo tiranno, ma non ci scoraggiamo: ci saranno ancora rugelach e non solo, ci saranno chiacchiere, e sorrisi e caffè a fiumi. Ne siamo certe!
Nell'attesa, si partecipa insieme- divertendosi per l'appunto come 2 pazze, e povere- al contest di Al cibo commestibile, e non ci resta che salutarvi con un...So Long and thanks for all the Cooking breakdown!
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| Nocciola Day |
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| to Reb, with Reb |
Occorrono, per una ventina di rugelach:
100 gr di burro, 100 gr di formaggio cremoso tipo Philadelphia, 150 gr di farina, un bel mazzo di basilico mondato, lavato e tritato (o l'equivalente peso in spinacini crudi), 100 gr di nocciole Piemonte, tritate, sale fino, sale di Maldon, olio d'oliva, un uovo leggermente battuto.
La sera prima mescolare il burro morbido con il formaggio, ottenendo una crema. Unire la farina con un pizzicone di sale fino e impastare velocemente ottenendo un impasto morbido ma che si stacca dalle mani.
Coprire con pellicola e lasciare riposare in frigo per una notte.
Il giorno dopo frullare a bassissima velocità o, meglio, tritare il basilico. Unire un pizzico di sale e un filo d'olio.
Dividere la pasta in due metà uguali. Stendere la prima in un disco non grande, circa 24-26 cm di diametro. Spennellare con il pesto, ricoprire con qualche cucchiaio della polvere di nocciole.
Rullare con il mattarello per fare aderire alla pasta. Tagliare prima in due, poi in quattro, poi in otto (ecc) e avvolgere la pasta su se stessa fino ad ottenere dei cornetti piuttosto cicciotti.
Procedere nello stesso modo con l'altra metà della pasta.
Spennellare con l'uovo battuto, cospargere con parsimonia di fiocchi di sale di Maldon e passare in forno a 180° per 25-30 minuti o fino a quando i rugelach saranno dorati.
Consumarli rigorosamente accompagnati dai rugelach-rugelach della vostra gemella Kessler e cara amica vicina e lontana, Rebecca. Da soli non possono stare, sono come i pappagallini inseparabili, mi si intristiscono e, forse, si seccano.
30 ottobre 2012
Ognissanti è il nostro Halloween. Fave dei morti e ossa da mordere.
Halloween mi annoia profondamente. Dolcetti scherzetti, Jack-o-lantern e Grandi Cocomeri mi interessano quasi quanto una ragnatela sulla faccia mentre cammini nel bosco. Per dire.
Quindi ANATEMA su Halloween e tutta la retorica zucchiforme. E basta. Non è roba nostra, marketing d'importazione e niente più.
Qualche giorno fa, chiacchierando con Sara ci son tornati in mente i biscotti - nostri questa volta - che si preparano per Ognissanti. Detto, cercato,cotto.
Credo che fave dei morti e ossa da mordere siano tipici del Nord Italia, ma non ne sono affatto sicura. Da noi in Piemonte si preparano le ossa da mordere, in Veneto forse le fave. Buoni entrambi, non grassi. Entrambi con mandorle e (molto) zucchero.
Sono davvero elementari da preparare.
Quindi ANATEMA su Halloween e tutta la retorica zucchiforme. E basta. Non è roba nostra, marketing d'importazione e niente più.
Qualche giorno fa, chiacchierando con Sara ci son tornati in mente i biscotti - nostri questa volta - che si preparano per Ognissanti. Detto, cercato,cotto.
Credo che fave dei morti e ossa da mordere siano tipici del Nord Italia, ma non ne sono affatto sicura. Da noi in Piemonte si preparano le ossa da mordere, in Veneto forse le fave. Buoni entrambi, non grassi. Entrambi con mandorle e (molto) zucchero.
Sono davvero elementari da preparare.
1 maggio 2012
di forma e sostanza: pasticcini di mandorla
L'unico ponte di un anno bisestile non può che essere piovoso.
Lo dico a tutti pubblicamente: voglio che finisca subito.
Ora.
Voglio chiudere gli occhi e svegliarmi nel duemilatredici, anche a scapito dell'anno in più che mi dovrò togliere. Come tutti gli altri che mi separano dalla precedente cifra tonda.
Una serie di spiacevolezze private e pubbliche mi rendono odiosi questi giorni.
Li addolcisco con le mandorle.
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