"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

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21 maggio 2013

la crema con l'avocado intorno

 

No, non è il guacamole. D'altra parte il guacamole è roba estiva, almeno nel mio immaginario, e qui di estate non c'è manco il minimo presagio.
Sono con la magliettina di mohair, il calzino e il termosifone acceso. Vorrei fortemente un cielo azzurro e una manica corta. Ma niente.
Fortuna che mi son fatta questo spread che è buono, ma davvero. Non voglio essere esterofila ma uno spread è uno spread. Oddio, ora mi è sovvenuto che spread ormai in Italia non vuol più dire roba morbida che si spalma su pane buono  ma differenziale tra due titoli della stessa natura di cui uno sfigato e italiano e uno forte e tedesco.

Dicevo: crema spalmabile non ha la stessa pregnanza di spread. E dunque questo è uno:

Spread con avocado e ceci

2 avocado maturi, a cubetti
il succo di un limone
un barattolo di ceci (di buona qualità) già cotti
un cucchiaino di senape
sale
Piment d'Espelette
coriandolo fresco tritato o meglio tagliato con le forbici
volendo, un pezzettino di cipolla rossa tritata

In dieci minuti si ottiene una crema deliziosa da spalmare sul pane o sulle fette d'orzo finniche. 
Schiacciare con la forchetta l'avocado bagnato con il succo di limone (così non annerisce), unire i ceci passati al minipimer e tutti gli altri ingredienti. Finire con il coriandolo tritato.

Se avanza conservare in un barattolo ben chiuso in frigo.

Naturalmente se avete ceci secchi e cotti da voi, meglio!

(PoveraPazza)


4 agosto 2012

Baingan Ka Bharta, sempre melanzane sono

 Baingan è semplicemente la traduzione in Hindi di melanzana. Niente di (troppo) esotico, una cremina da mangiare con del pane buono, alternativa al babaganoush per esempio.

So di gente follemente innamorata delle melanzane. Io no. Oddio, non che non mi piacciano ma non ci perdo il sonno. Per quelle fritte faccio eccezione ma il fritto non me lo permetto spesso, dunque ho cercato modi alternativi di consumare queste globose meraviglie regalo di un'amica.

Questo è un piatto pare diffuso in tutta l'India ma originario dell'India del Nord.
E' leggero e molto aromatico.

23 ottobre 2011

apple butter per confortare

Oggi son capitata a Novara, verso l'ora di pranzo. Una domenica autunnale ma non grigia ha reso sopportabile un'esperienza che sarebbe fatale ai più.
Il pericolo si annidava dietro l'angolo,
Girovagando per le vie del centro ci siamo imbattuti nella festa celtica. Dame intunicate con coroncine di fiori finti e nerboruti signori vestiti come Obelix erano lietamente mescolati a casalinghe in libera uscita e ragazzi alla ricerca dell'ultimo libro di Fabio Volo. Armature da salotto, alabarde non spaziali, tascapane in cuoio incongruamente accostati a incensi e carabattole new age mi hanno prostrata.

Son corsa a casa inorridita, ho cercato di rendere carino un vasetto (impresa titanica per le mie abilità tecnico-fotografiche), ho ascoltato Brad Mehldau e letto Cunningham.
Niente, l'allergia ai celti non se ne va.
Forse se divido con voi la ricetta dell'apple butter (anche Lydia ha una sua versione, un pò uguale e un pò no, qui)  mi sentirò meglio. Almeno li dimenticherò.
Fino alla prossima festa.




14 ottobre 2011

mango per niente

Sono ufficialmente raffreddata, con la mia bella febbre e tutto ciò che serve.
Mi sento come un cencio per pavimenti, chissà che questa chutney di mango mi spazzi via la malattia.
Me la son fatta bella piccante, giudicate voi se il sapore è armonioso. La chutney è una ottima salsa di accompagnamento - la sua morte un bel basmati, ma anche un formaggio abbastanza giovane ci guadagna.

Ieri sera la cucina era tutto un profumar di spezie, per quello che il mio daso dappado ha potuto sentire. Mi pareva di essere a Varkala, al mare, e non in una tiepida ma piemontese sera d'autunno.
Proprio a Varkala la mia casetta si chiamava Mango Villa, i due ragazzi belgi che la gestiscono sono deliziosi, e io ho nostalgia di loro, ecco.
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Per un vasetto di chutney:
1 mango (meglio se non troppo maturo - e il era maturissimo)
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di aceto di mele
1 spicchio d'aglio tritato
1 pezzetto di zenzero fresco - tritato
1 scalogno tritato
1 cucchiaino di semi di senape
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1/2 cucchiaio di curcuma
2 cucchiaini di peperoncino secco
2 cucchiaini di semi di cumino
3 cucchiaini di uvetta
1 cucchiaio d'olio d'oliva
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Sbucciare il mango, tagliarlo a dadini non microscopici, cospargerlo di zucchero e lasciarlo macerare in frigo, coperto, per una mezza giornata.
Trascorso questo tempo, in una casseruola a fondo spesso, tostare tutte le spezie nell'olio. Quando sono fragranti aggiungere aglio, scalogno e zenzero e saltare. A questo punto unire anche il mango, con il suo liquiedo, l'aceto e l'uvetta.
Sobbollire a fuoco basso per 30-40  minuti o fino a quando quasi tutto il liquido sarà evaporato e si sarà formato un fondo denso e sciropposo.
Lasciar raffreddare e conservare in frigo, invasettato.

Questa è solo una delle molteplici varianti  possibili. Alla vostra fantasia inventarne altre.
Vado a curarmi, che domani mi traslo alla Biennale e devo essere in forma.
(PoveraPazza)

5 settembre 2011

brik e ajvar: mediterraneo at large


Stradun, Dubrovnik

E' bastata la prima domenica piovosa. La nostalgia delle vacanze che porta con sè, inevitabile, l'effetto serata-diapo, è dietro l'angolo. Vi avevo avvisati, sapevate che non avreste avuto scampo: eccole qua le foto. Eccola qui la Dalmazia, per il secondo anno consecutivo. Roba da matti, eh.
Un pò di Hvar e un pò di Dubrovnik.


Oriente e occidente. Trieste e i saraceni.

Hvar, Lesina








Vacanze salutari, ma davvero. Ogni sera pesce e a pranzo insalata e frutta.
Chiacchierando di conserve dalmate scopro l'ajvar e al ritorno provo a produrlo da sola.
Facile!
Viene preparato proprio in questo periodo, alla fine dell'estate, quando le verdure sono abbondanti e poco costose. Perchè di salsa di verdure si tratta: melanzane e peperoni rossi. O solo peperoni, come vi piace.

18 luglio 2011

moutabbal or babaganoush?

Le melanzane biologiche di Ponke sono grandissime. Lucide, sode, polpose.
Grigliate con menta e aglio, alla parmigiana, fritte per la pasta alla Norma.  Tutto già cucinato, assaggiato, provato.
Anche il babaganoush, salsa libanese di melanzane arrostite. Se lo chiamiamo moutabbal,come in Siria, lo accompagnamo a verdure crude e carasau nostrano avrà un'aura di novità che lo renderà ottimo. E ottimo lo è veramente, da mangiare a cucchiaiate fino a che si veda il fondo della ciotola.
Leggerissimo, sa di estate piena e si prepara in un attimo.

25 marzo 2011

pesto di pistacchi e rucola e un sondaggio


 Buongiorno a tutti, sono il pesto di rucola.
Sono molto facile da preparare, basta passare al mixer un mazzetto di rucola selvatica (o almeno biologica), 80 gr di pistacchi sgusciati, un peperoncino, la scorza grattugiata di un limone e il suo succo, sale e olio quanto basta a rendere il composto cremoso ma non molle.
Miglioro se mi si lascia riposare in frigo per qualche ora e sono ottimo con le verdure grigliate (ieri sera erano zucchine, per dire).
Mi accompagno volentieri anche al pesce cotto a vapore o, come nella foto sotto, pochè: si sala del pesce a carne soda (cernia, merluzzo, persico), gli si legano attorno delle erbette (qui, aneto). Nel frattempo, in un pentolino, si fa scaldare dolcemente tanto olio d'oliva quanto basta ad immergerci il pesce. Si può aromatizzare con uno spicco d'aglio senza l'anima e un peperoncino. Sarà pronto per accogliere i filetti quando comincerà a fare piccole bollicine attorno ai corpi estranei. Cuocere a fiamma dolcissima per 7-8 minuti. Mi assicurano sia delizioso.



Ma veniamo al sondaggio: mi si nota di più se mi poso leggiadramente su fondo verde tenero e primaverile, su bianco puro o su nero a contrasto?
L'amica Vinca, che ha aggiunto levità e colore a questi scatti, forse preferice il bianco.
E voi?


(PoveraPazza ha dato voce al pesto)

14 dicembre 2010

Natale salato, ma non caro

Dopo il colpo di teatro di ViPeron, ritorno umilmente a raccontare i piccoli esperimenti della cucina a nordovest.
Quest'anno la mia produzione natalizia non sarà biscottifera. Dopo anni di zenzericanditi e dolci più o meno riusciti quest'anno son salata. A dire il vero ho prodotto abbastanza di recente alcune salse di accompagnamento ai formaggi.  Chutney mai, nonostante mi piaccia molto.
Di solito le chutney, salse agrodolci indiane a base di ortaggi frutta, spezie, aceto e zucchero di canna, accompagnano carne e pesce oppure il riso.
Questa ha completato del pecorino abbastanza stagionato .
La ricetta, non originale, è ispirata a quella che si trova nel  libro di Sigrid sui regali golosi.
Per due piccoli barattoli o uno grande:
2 pere, 1 mela, 1/2 cipolla (io di Tropea), 50 ml di succo di limone, 30 gr di zucchero di canna, 30 gr di uvetta, 5 cm di zenzero fresco, 20 ml di aceto di mele, peperoncino (io fresco), 5 chiodi di garofano.
Sbucciare la frutta e tagliarla a dadini. Tritare finemente cipolla e zenzero. Tritare anche, grossolamente, l'uvetta.
Portare a ebollizione il succo di limone con l'aceto, aggiungere zucchero, zenzero, chiodi di garofano e peperoncino. Unire poi gli altri ingredienti, salare e pepare e lasciar cuocere per mezz'ora, fino a quando il composto non sia morbido e quasi asciutto. Lasciare raffreddare e servire.
Come ogni salsa andrebbe lasciata riposare qualche giorno al fresco, prima di essere consumata.
Io l'ho portata ad una cena ancora tiepida.
Più riposa e più diventa piccante, badate.
(PoveraPazza) 

25 giugno 2010

agristada


Mi sono fatta un regalo, anzi due. Tre nuovi libri di cucina, diverse piantine aromatiche e due, DUE, piante di pomodoro. Non vedrò mai i frutti, questo è ovvio, ma almeno coltivo l'illusione.
I libri sono belli, molto.  Da qui  ho tratto la salsa oggetto del post di oggi.
Sono sempre più attratta da cucine mediorentali e mediterranee in genere. Mi piacciono i piatti con pochi ingredienti, pochi condimenti e cotture veloci.
Questa salsa, ad esempio, è la sorella light (issima) della maionese. Non ha un goccio d'olio.
Ma è buona, imprevedibilmente buona.
Sembra essere tipica della cucina Sefarditica di Grecia e Turchia, ma io, nella mia beata ignoranza, non ne avevo mai sentito parlare.
Viene usata come accompagnamento di verdure bollite o a vapore e di pesce, ma nulla vieta di usarla come salsina per BBQ (carni bianche e zucchine, la sua morte!).
Si fa con l'ACQUA. Ma ci credereste?
In origine al posto del succo di limone si usava l'agresto, un succo d'uva acerba. Chi l'avesse si senta libero di sostituire 8-)
Per 6 persone serviranno:
1 cucchiaio di fioretto di mais (magari funziona anche l'altra farina, non so. Io l'avevo e ho usato questa)
mezzo litro d'acqua o brodo vegetale
3 uova, leggermente battute
il succo di due limoni
sale, 
1 - 2 cucchiaini di zucchero (a piacere).
Inumidire la farina con qualche cucchiaio d'acqua prelevato dal mezzo litro e formare una pastella liscia e senza grumi. Aggiungere il resto del liquido, mescolare bene e far sobbollire per una decina di minuti fino a che non si sia leggermente addensato.
In una ciotola battere uova e succo di limone, aggiungendo il sale, lo zucchero, e qualche cucchiaio della miscela acqua-farina. 
Incorporare le uova al resto dell'acqua bollente (fuori dal fuoco), mescolando bene. Riportare sul fuoco e, sempre mescolando, far addensare a fuoco dolcissimo. Non cuocere di più, altrimenti impazzisce!
Lasciar raffreddare e servire come si è detto.
Il mio pranzo di oggi è stato: nasello al vapore, un cucchiaio di agristada, rucola e due pomodorini.
Mi sento già magra!
ehmm..: per chi avesse notato il perdurare della latitanza dei vari Viperon, Bolinari e GeppetNo, posso solo dire che i felloni adducono scuse miserevoli come case sventrate, lavoro indefesso e visite parenti per NON produrre nulla. Millantatori!
(PoveraPazza)