"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

13 giugno 2012

brioche con lievito naturale - e son soddisfazioni

 
Sono gravemente ossessiva. Il mio nick non è affatto dato a caso: sono PoveraPazza di nome e di fatto. Ora mi sono innamorata del lievito madre dopo anni passati a pensare: non sono portata per i lievitati, il lievito madre è una inutile schiavitù e via pontificando.
Poi mi son decisa a produrlo e adesso fino a quando non produrro la pizza perfetta, la focaccia perfetta e il pane perfetto continuerò a sperimentare ossessivamente, a rinfrescare ossessivamente, a infornare ossessivamente.

Epperò la brioche perfetta (mi pare almeno) l'ho prodotta. Al secondo tentativo, mica al primo. Anzi la brioscia, come dicono in Sicilia.
E' questa. Almeno fino al prossimo esperimento:
Per undici (e che vi devo dire, sono undici) brioches  :

200 g di pasta madre rinfrescata la sera prima e lasciata a temperatura ambiente
400 g di farina di forza (Manitoba)
100 g latte intero + un cucchiaio
80 g di zucchero 
mezzo cucchiaino di sale
80 g di burro (ma anche 60) morbido
la buccia grattugiata di un limone non trattato
qualche goccia di estratto naturale di vaniglia
2 uova bio + 1
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un pugnetto di uvetta o un pugnetto di cranberries o gocce di cioccolato o niente del tutto
volendo cristalli di zucchero per decorare.




Sciogliere il lievito madre con il latte caldo nella ciotola dell'impastatrice. 
Aggiungere tutti gli altri ingredienti e mescolare prima a velocità bassa per aumentare man mano. Impastare a velocità sostenuta per almeno 10-15 minuti.
Lasciare riposare l'impasto per 4 ore nella ciotola stessa, coperto da un canovaccio pulito in un luogo riparato dalle correnti e tiepido. L'ideale è il forno spento ma con la luce accesa.
Trascorso questo tempo riprendere la pasta, spolverizzare leggermente di farina e fare delle palline di circa 80 g. Mettere ogni pallina in uno stampino usa e getta da creme caramel. Porre in una placca, coprire con il solito canovaccio e lasciar lievitare tutta la notte, sempre nel forno spento e con una ciotola di acqua tiepida sul fondo.
La mattina seguente spennellare le gonfiatissime brioches con l'uovo sbattuto con il cucchiaio di latte. Preriscaldare il forno a 180° (il mio che disperde un poco lo uso a 185°).
Porre le brioches nella scanalatura più bassa per 8 minuti - passare a quella di mezzo e finire di cuocere per altri 15-18 minuti o fino a doratura.

Lasciare raffreddare e consumare in giornata se possibile. Anche se sono lievitate a lungo le brioches tendono a seccare. Meglio conservarle in una scatola di latta o chiuse in un sacchetto per il freezer.


I vostri amici, vicini, parenti, colleghi vi vorranno bene, quando le spaccerete. 

Che devo fare per esere (più) amata!

(PoveraPazza)


2 commenti:

Anonimo ha detto...

io il mio lievito madre l ho ucciso!
con affetto...ti seguo ogni dì,
paolo (il sanguinario)

Hysteria Lane ha detto...

ma il lievito madre resuscita, non lo sapevi? e io spaccio volentieri, nel caso!