"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

21 gennaio 2011

una zuppa a pois - bottino del salone 2

 

Arrivo tardi, mi sa. Le più organizzate, curiose e sperimentatrici, avranno già dato fondo a tutti gli acquisti saloniferi. Io no, macchè. Ho stivato e dimenticato molti degli ingredienti scovati.
Oddio, non che la roveja sia una novità. Lo è per me, però. Abbiate pazienza e seguitemi nel mio zuppificio invernale.
La roveja è un pisello selvatico e antico, riscoperto e diventato presidio Slow Food. E' tondo tondo come una caramellina, verde, marroncino, giallo. Lo si trova secco e lo si deve ammollare per almeno dodici ore, per poi lessarlo per quaranta minuti (dieci a pressione) in acqua - io non salata.
La split pea soup è stata un grande favorito in molte mie serate invernali. La ripropongono senza split pea, senza prosciutto, non passata. Insomma, altra cosa è. Buona.
Per quattro porzioni abbondanti:
un piccolo scalogno
due grosse coste di sedano verde,con parte delle foglie
una scatola di pomodori a pezzettoni bio, oppure due pomodori freschi
una manciata di spinaci lavati e tagliati grossolanamente
un peperoncino
olio, sale grosso.
Tritare lo scalogno e ridurre il sedano a dadini. Rosolare insieme al peperoncino.
Appena prende leggermente colore aggiungere il pomodoro e, dopo qualche minuto,la roveja già lessata. Salare e coprire a filo con acqua calda. Lasciare sobbollire per una decina di minuti e poi aggiungere le foglie di spinacio e spegnere. Queste ultime si cuoceranno con il calore della zuppa e il sedano resterà croccante.
Il sapore è molto fresco ed erbaceo, con una piccola nota di amaro, molto accattivante.
La prossima volta, per un effetto pois amplificato, la unirò alla fregula sarda.
Ma questa è un'altra storia.
(PoveraPazza)






250 gr di roveja, ammollata e lessata



4 commenti:

Il fra ha detto...

scusa dani se intervengo ma non "nel piatto".
ti ho mandato alcune info via mail, ma temo di aver sbagliato dani e mail. Abbi pazienza.
Mi manderesti il tuo indirizzo mail a strocchi01@gmail.com.
*io aggiungo sempre dello za'tar al piatto, fellini un cucchiaio di whisky, mai provato ma è un affascinante nonnulla: quelle cose che basta dirle piuttosto che farle.
**e Mina, Mina cosa aggiungerebbe alla zuppa?
l'ingrediente del Maragià, che quindi hai tu no? dall'India.
Il fra

Hysteria Lane ha detto...

Fra! leggi mail, tesoro.
L'ingrediente del Maragià! E' vero e mi hai fatta molto ridere! E sì, lo za'tar dimentico sempre di averlo..
baci

Milen@ ha detto...

Con il gelo degli ultimi giorni nulla di più adatto delle zuppe e se a pois, ancora meglio!
Sarei curiosa di assaggiare la roveja ....

PoveraPazza ha detto...

Milena, ma anche da voi si gela?? Qui, figurati. Non riesco a scaldarmi in tutta la giornata e mi si sono pure arrugginite le giunture. La roveja è buona, non sa assolutamente di pisello. Ha un sapore particolare e piacevole. Fammi sapere se la trovi - in caso negativo ci attiviamo!