"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

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20 agosto 2012

dolce per il caldo: pallette di albicocche


 
 Caldo ne fa. Io sono contenta. Non ho nessuna nostalgia della bruma autunnale o, peggio, del'inverno. L'umore, l'abbronzatura e il portafoglio sentitamente ringraziano gli anticicloni africani.
Tuttavia qualche lieve inconveniente lo rilevo. Cucinare cose calde è faticoso, dunque meglio cuocere (se proprio si vuole) al forno. Accendi l'affare e te ne esci in terrazza a prendere il sole. Questo per il sostentamento. Però per le cose superflue - come i dolci - bisogna escogitare dei rimedi.

Queste pallette le ho trovate qui qualche sera fa. E un blogghino mediorientale che mi piace molto. E questa, per me, è l'estate dei mezze. Ogni cena in terrazza è stata così: tanti piattini da passarsi a piacere, senza primiseconditerzi. Bello, conviviale e informale.

Le pallette in questione non necessitano di cottura e l'energia necessaria a modellarle  è pari a zero.

Fatele, che vi piacciono.