"Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo."
(M. Proust)

12 marzo 2014

pane insolito al cacao e nocciole

 
Toh, mi sembra di dover scrivere un post! Che ho fatto un (buon) pane NON DOLCE al cacao e ve lo voglio raccontare. Complice un seminario sul Qi Gong dei Cinque Animali e la promessa di portare qualche mangiarino gratificante. 
Ormai qui l'unica cosa che si produce (quasi) è pane (e verdura cotta), dunque il mangiarino goloso doveva essere pane, appunto. Ho preso spunto dal bel libro Come si fa il pane ed. Guido Tommasi, da cui ho imparato a fare un pane praticamente senza impasto e che viene SEMPRE.  Quello sotto è una crasi con variazioni, di due ricette del libro: cacao e nocciole, praticamente Nutella in forma di pane!



 Pane con cacao, nocciole e cranberries

120g di nocciole tostate e tritate grossolanamente
60 g di cranberries (o uvetta)
375 g di farina per pane (la mia Petra1)
10 g di sale
25 g cacao amaro
5 g malto d'orzo
160 g lievito madre
ca. 250 g di acqua tiepida

Sciogliere la pasta madre nell'acqua tiepida. In una ciotola mescolare farina, cacao, malto ed incorporare il lievito madre sciolto. Aggiungere nocciole e cranberries e mescolare appena. Da ultimo unire il malto e mescolare con un cucchiaio fino a che gli ingredienti non stiano insieme. Se risultasse troppo denso aggiungere un cucchiaio di acqua per volta fino a raggiungere una consistenza piuttosto morbida ma non collosa.

Coprire la ciotola e far riposare una mezz'ora.

Trascorso questo tempo, lasciando l'impasto nella ciotola, sollevare un lembo della pasta e ripiegarlo verso il centro. Girare la ciotola e ripetere con un altro lembo: proseguire per otto volte. L'impasto a questo punto dovrebbe cominciare a far resistenzA.

Coprire la ciotola e far riposare trenta minuti.

Ripetere la fase di "impasto" e riposo per altre due volte.

Ricoprire la ciotola e far lievitare un'ora.

Spolverare un piano con la farina e formare con l'impasto un disco liscio. Trasferire l'impasto a lievitare in un cestino da lievitazione infarinato oppure in uno scolapasta con un canovaccio pulito e infarinato.

Lasciare lievitare fino al raddoppio  - ci vorranno tra tre e sei ore ( a me ne vanno almeno quattro-cinque).

Verso la fine del periodo di lievitazione accendere il forno e portare a 250°, con un pentolino di ghisa vuoto poggiato sul fondo.

Trasferire l'impasto sulla teglia coperta di carta da forno e praticare dei tagli sulla superficie con un coltello seghettato affilato. Spruzzare il pane con poca acqua, con uno spruzzino o con la punta delle dita.

Aprire velocemente il forno per riempire il pentolino di acqua a temperatura ambiente. Richiudere subito il forno per evitare di disperdere il vapore appena formato.
Infornare il pane e cuocere a 250° per 10 minuti.
Abbassare a 220° e cuocere per altri 30-35 minuti o fino a che la pagnotta battuta sul fondo con il palmo della mano non suoni vuota.
Raffreddare su una gratella prima di tagliare.

 E' buono quanto un dolce, ha un buon equilibrio di amaro, aromatico e acido. Si sposa bene con i formaggi stagionati.

(PoveraPazza)

2 commenti:

Elvira ha detto...

dunque non c'è scampo. Ovunque io mi volga incoccio in quel libro, già io per conto mio uso quasi solo quello, oramai (bugia, l'altro girono però ho ripreso le Simili, ceh pure non sbagliano mai).

Lo farobbi. Visto che stavolta il cacao c'è davvero :) (uhm, prima vediamo quant'è acido il marziano...)

daniela acquadro ha detto...

A me le Simili fanno paura, mai provato niente. Il mio marzianino sta abbastanza bene, ormai lo uso e riuso da (boh) almeno due anni?