Trovare, non è come cercare.
Così come perdere non è solo un ulteriore sinonimo di sconfitta.
Le cose trovate, sono le più sempilici da gestire, implicano una casualità che talvolta può definirsi più che fortunata.
E poichè le cose cercate non sempre è detto che le si trovi, quelle trovate bisogna le si conservi come- e più- di un tesoro inaspettato.
E' così che da una PP- povera pazza- ci si è contagiate e trovate, moltiplicando esponenzialmente quell'adorabile pazzia.
Le povere pazze oggi sono due, come le Kessler: cantano Dadaumpa, dadaumpa, dadaumpa, dadauuuuumpa ed eseguono i duplici risvolti di una stessa ricetta, dolce e salata.
Nelle intenzioni, quelle versioni avrebbero dovuto essere scambiate, contaminate ed assaporate, magari insieme. Tempo tiranno, ma non ci scoraggiamo: ci saranno ancora rugelach e non solo, ci saranno chiacchiere, e sorrisi e caffè a fiumi. Ne siamo certe!
Nell'attesa, si partecipa insieme- divertendosi per l'appunto come 2 pazze, e povere- al contest di Al cibo commestibile, e non ci resta che salutarvi con un...So Long and thanks for all the Cooking breakdown!

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I rugelach basilico e nocciole di PoveraPazza
Quest'anno non è nelle mie corde produrre dolci. I rugelach sono deliziosi anche così, delicatamente salati Li ho immaginati fra le mani di Reb, spirito affine e regalo fortunato di questo mondo tecnologico. Per ora li ha assaggiati solo con gli occhi, ma ci siamo promesse (e ripromesse) di pasticciare quattro mani, due occhi e due cervelli (o uno in due, chissà!) prestissimo nel nuovo anno.

Occorrono, per una ventina di rugelach:
100 gr di burro, 100 gr di formaggio cremoso tipo Philadelphia, 150 gr di farina, un bel mazzo di basilico mondato, lavato e tritato, 100 gr di nocciole Piemonte, tritate, sale fino, sale di Maldon, olio d'oliva, un uovo leggermente battuto.
La sera prima mescolare il burro morbido con il formaggio, ottenendo una crema. Unire la farina con un pizzicone di sale fino e impastare velocemente ottenendo un impasto morbido ma che si stacca dalle mani.
Coprire con pellicola e lasciare riposare in frigo per una notte.
Il giorno dopo frullare a bassissima velocità o, meglio, tritare il basilico. Unire un pizzico di sale e un filo d'olio.
Dividere la pasta in due metà uguali. Stendere la prima in un disco non grande, circa 24-26 cm di diametro. Spennellare con il pesto, ricoprire con qualche cucchiaio della polvere di nocciole.
Rullare con il mattarello per fare aderire alla pasta. Tagliare prima in due, poi in quattro, poi in otto (ecc) e avvolgere la pasta su se stessa fino ad ottenere dei cornetti piuttosto cicciotti.
Procedere nello stesso modo con l'altra metà della pasta.
Spennellare con l'uovo battuto, cospargere con parsimonia di fiocchi di sale di Maldon e passare in forno a 180° per 25-30 minuti o fino a quando i rugelach saranno dorati.
Consumarli rigorosamente accompagnati dai rugelach-rugelach della vostra gemella Kessler e cara amica vicina e lontana, Rebecca. Da soli non possono stare, sono come i pappagallini inseparabili, mi si intristiscono e, forse, si seccano.
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